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A tu per tu con la scrittrice Carmela Pappalardo: una romanticona innamorata della vita

Carmela Pappalardo ha esordito nella narrativa rosa con “Tutta colpa delle bollicine”: un romanzo di “grandi passioni e sentimenti”. Una sorta di moderna trasposizione di “Romeo e Giulietta”, dove però il nemico cui opporsi non è esteriore, ma risiede dentro di noi. Spiega come la stessa autrice.

Come mai la scelta di un titolo a carattere enologico per un romanzo rosa?

Sono diventata sommelier per passione, dopo undici anni di lavoro in questo mondo ricco di sfumature e ho sempre guardato alla risalita delle bollicine nel calice dal basso verso l’alto come a una metafora della vita: se si vuole, si può sempre tornare a vivere, risalendo la china dell’esistenza e superando le difficoltà. Dunque, il titolo nasce dal desiderio di incoraggiare i lettori a gioire delle piccole cose, perché tutti noi meritiamo di poter essere felici. In fondo, chi stappando un’ottima bottiglia di spumante non ha piacevoli ricordi legati a quel momento… 

Per il ruolo di Michela, la protagonista, ha tratto ispirazione da qualcuno in particolare?

Il libro è dedicato alla mia famiglia e a una mia cara amica che ha ispirato il personaggio di Michela. Grazie a lei, che mi ha offerto la sua amicizia in un momento complesso della mia vita – senza pensare alle difficoltà in cui sarebbe incappata – sono ritornata a vivere pienamente, ricredendomi sul fatto che al mondo esistessero ancora belle persone che ti amano e ti sostengono a dispetto di tutto. 

E per il co-protagonista Eduardo, invece?

Eduardo è stato di gran lunga il personaggio più difficile da scrivere, perché è stato come mettere a nudo la mia anima, il mio cuore e le paure che per tanto tempo mi hanno accompagnata. La tristezza e il dolore di Eduardo scaturiscono da vicissitudini diverse dalle mie, ma le emozioni provate nel bene e nel male mi appartengono.

Una storia di amore travolgente è raccontata nel suo romanzo, secondo lei esistono ancora in quest’epoca di divorzi, “amori da favola”?

Io credo nell’amore e nel suo potere salvifico. Purtroppo, spesso si tende ad auto-sabotare le proprie occasioni di felicità, perché immersi in una vita che non ci permette di riappropriarci del nostro tempo, del nostro equilibrio interiore, e soprattutto di quello di coppia. Tutti nelle relazioni commettiamo degli errori e imparare a realizzare la nostra felicità col partner, richiede una grande sensibilità e complicità che se non condivise da chi ci sta accanto possono determinare l’insuccesso della relazione. Detto ciò, io sono una romanticona che crede che ci siano sempre stati e sempre ci saranno: “amori da favola”.

Sullo sfondo di quest’amore struggente, si staglia una Sicilia selvaggia e multiforme, può una terra col suo magnetismo favorire i sentimenti?

Sicuramente. Una terra caratterizzata da un profumo così coinvolgente, che investe tutti i suoi elementi: il mare, la montagna, l’aria, il sole, i fiori e il cielo, è già l’espressione più nobile del sentimento, così come lo è tutto ciò che lì ha origine. 

Come si descriverebbe in una parola?

Una romanticona innamorata della vita. 

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