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Ospedali. Inservienti al San Camillo e Forlanini tra topi, scarafaggi e tanta sporcizia. LE FOTO

ROMA – Dovrebbero garantire la pulizia e la sicurezza igienica in due ospedali romani importanti come il San Camillo e il Forlanini. In realtà, essi stessi sono costretti a lavorare in ambienti tutt’altro che salubri ed in condizioni ai limiti della dignità professionale.

Stiamo parlando dei dipendenti della Dussmann Service Srl, la società esterna che si occupa della pulizia dei reparti nel complesso ospedaliero di viale Gianicolense a Roma. Dazebao si è recato proprio al San Camillo-Forlanini a verificare con i propri occhi la situazione (vedi fotogallery).

Sono ben 300 gli inservienti che ogni giorno lavorano nella sporcizia, fra topi e scarafaggi, strutture fatiscenti, fili scoperti e condizioni di sicurezza precarie. A cominciare dall’edificio limitrofo all’ospedale, dove c’è il “quartier generale” e che i lavoratori dividono con un gruppo di profughi libici che vi hanno trovato riparo dopo essere fuggiti dalla guerra che si è conclusa recentemente.

A vederla da fuori somiglia a una di quelle vecchie case abbandonate dei film horror, e dentro conferma queste sensazioni: intonaco sui muri pressoché inesistente, mattonelle spesso divelte, poche prese d’aria e uscite d’emergenza bloccate. L’area lavatrici è quella che preoccupa maggiormente: le prese di corrente sono alla mercé delle pozzanghere che si accumulano sui pavimenti e la pompa dell’acqua è incastrata in un buco nel pavimento dove si è creata una fanghiglia dalla quale spuntano fuori topi e scarafaggi; l’acqua di scarico, a sua volta, esce da un tubo lasciato penzolare fuori dalla finestra.
Una situazione difficile che prosegue negli spogliatoi. Anche qui, niente prese d’aria o estintori e uscite d’emergenza bloccate. I sanitari versano in condizioni ai limiti della praticabilità igienica e addirittura sopra alcune docce penzolano fili scoperti dall’alto.

Il pericolo più grande si registra nei depositi, adiacenti all’area spogliatoi degli inservienti del Forlanini. Qui giacciono bancali di carta igienica e scottex fra la melma che si accumula nei frequenti allagamenti che si registrano ogni volta che piove. Alla grande quantità di carta presente, non combacia un’altrettanto efficace impianto di sicurezza che possa soffocare sul nascere eventuali incendi (estintori o prese d’aria) né esiste la possibilità di una fuga veloce dall’area. Come se non bastasse, nella stanza adiacente sono depositati senza grande cura i solventi che, come si potrà immaginare, rappresentano materiale facilmente infiammabile. Insomma: basterebbe lasciare cadere a terra un fiammifero per scatenare l’inferno.

In tutto questo, a rischio è anche la sicurezza igienica di pazienti e lavoratori stessi. “Dovremmo avere in dotazione 26 stracci a testa per pulire adeguatamente tutto l’ospedale – ci spiega uno degli inservienti – e invece ne abbiamo soltanto 8, che dobbiamo lavare in queste condizioni e contenere in sacchi neri abbandonati nella melma che avete visto. Spesso dobbiamo portare i guanti da casa, ma quello che è più grave è che molti di noi devono lavare le loro divise a casa, con il rischio di contaminazioni e malattie”.

“Abbiamo scritto più volte alla Dussmann Service – spiega Stefano Diociaiuti, rappresentante sindacale della Fisascat Cisl – senza risultato. Non solo, non siamo mai riusciti nemmeno ad avere un incontro, nonostante le tante lettere inviate, né i lavoratori sanno a chi si devono rivolgere. In queste condizioni non si può continuare a prestare un servizio così importante come quello portato avanti da questi lavoratori”.

Clicca sull’immagine per aprire la galleria fotografica
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