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Omicidio Meredith, parla Amanda Knox:«Sono innocente»

Durante l’udienza del processo d’appello Amanda Knox ha rilasciato delle dichiarazioni spontanee in cui ha affermato la propria innocenza. Si è rivolta anche alla famiglia di Mez: «Il vostro dolore è il mio».

PERUGIA – «Io sono innocente e Raffaele è innocente. Non abbiamo ucciso Meredith». È questo lo stralcio più forte delle dichiarazioni rilasciate da Amanda Knox nell’udienza del processo d’appello per la morte di Mez avvenuta la notte tra il 31 ottobre ed il 1 novembre del 2007.

Una giornata che sembrava dovesse scorrer via tra dichiarazioni degli avvocati ed adempimenti processuali, rotta invece dalle parole della giovane americana che ha chiesto di rilasciare dichiarazioni spontanee. In lacrime Amanda ha fatto quello che non aveva mai osato fare nel processo di primo grado, ossia prendere la parola in aula, difendere se stessa, usare parole dolci per il suo ex fidanzato e coimputato Raffaele Sollecito e, soprattutto, rivolgersi alla famiglia Kercher.

«Stiamo pagando con la nostra vita per un crimine che non abbiamo commesso», ha sostenuto l’americana, dopo aver ripetuto più volte di essere innocente così come Raffaele. La verità è un’altra rispetto a quella ricostruita dai giudici di primo grado. «È stato commesso un errore e nessuna giustizia sarà resa a Meredith condannando noi che non c’entriamo niente. Nessuna giustizia è compiuta togliendoci le nostre vite».
Si è rivolta alla famiglia di Mez, assente oggi ma rappresentata dall’avvocato Maresca che ha lasciato l’aula quando la Knox ha iniziato a parlare. «Alla famiglia di Meredith voglio dire che mi dispiace molto che lei non c’è più. Anche io ho delle sorelle più piccole e anche solo pensare alla loro mancanza mi terrorizza. È inconcepibile quello che avete subito voi e lei, non è giusto. Ogni giorno la ricordo, il mio cuore è spezzato. Non siete soli quando pensate a lei».

Su questa studentessa americana si è detto e scritto molto, forse troppo. Oggi Amanda ha voluto rispondere ai pm ed a chi l’ha descritta come un mostro, una assassina dal cuore di ghiaccio, incapace di provare pietà per Meredith. «Io non sono la persona che l’accusa insiste che sia. Per niente. Sarei una ragazza pericolosa, diabolica, gelosa, menefreghista e violenta. Le ipotesi dell’accusa si fondano su questo eppure io non sono mai stata così. Le persone che mi conoscono – ha continuato Amanda – sono testimoni della mia persona ed il mio vero passato, non quello raccontato dai tabloid, vi dimostra che io sono sempre stata così come sono veramente. Se tutto questo non basta vi invito a chiedere alle persone che mi custodiscono da tre anni. Chiedete se sono mai stata violenta e menefreghista di fronte alle sofferenze che fanno parte delle vite spezzate in carcere. Vi diranno che io non sono così. Come avrei potuto essere capace di una tale violenza come quella che ha subito Meredith? Come se fosse più importante e naturale di tutti i miei riferimenti e i miei valori. Di tutti i miei sogni e di tutta la mia vita. Come è possibile? Quella ragazza non sono io. Io sono la ragazza che dimostro di essere».

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