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Bersani: Alleanza costituente per superare dieci anni di fallimenti

ROMA – Pier Luigi Bersani ha proposto anche al terzo polo una «alleanza costituente» insieme a tutte le altre opposizioni che permetta di mettersi alle spalle «un decennio fallimentare», per aprirne uno in cui mettere mano alle riforme istituzionali e ad alcuni interventi «seri» nel campo del lavoro e dell’economia. In una conferenza stampa tenuta nella sede del partito Bersani ha invitato il terzo polo a non coltivare «l’illusione» di una corsa autonoma, per poter poi «condizionare» successivamente Berlusconi.

«A gennaio – ha detto Bersani – Berlusconi, la Lega e la campagna acquisti decideranno sull’esito della legislatura e forse conteranno anche le deliberazioni della Corte costituzionale. Oltre gennaio – ha proseguito – noi diciamo un cosa: attenzione, un terzo polo che si proponga di condizionare Berlusconi è una illusione». Ad una domanda se il Pd propone una coalizione larga che coinvolga anche il terzo polo Bersani ha replicato: «Se non ci fosse Berlusconi di mezzo, io penserei ad una fase costituente che guarderebbe anche oltre, tanto è grave la situazione. Il centrosinistra e le forze di centro devono chiedersi se vogliono costruire una Repubblica di tipo europeo funzionante oppure fare la roba che dice Berlusconi». Insomma si tratterebbe di una coalizione che servirebbe «per andare oltre il berlusconismo e fare riforme istituzionali e alcune cose serie» nel campo dell’economia e del lavoro. «Non è un patto politico – ha spiegato – in cui metti l’anima, ma un patto politico in cui metti la preoccupazione per il Paese». Infine un ammonimento al terzo polo perchè non pensi ad una corsa solitaria alle prossime elezioni per aprire poi un «tavolo» con Berlusconi: «Sarebbe illusorio – ha concluso – perchè quelli il tavolo se lo sono già apparecchiato».

«Chiedo generosità, una generosità in cui metterci tutto, la traiettoria di partito e la traiettoria personale». Lo ha detto il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani rispondendo ad una domanda sul rapporto del Pd con Nichi Vendola. «Se non riusciremo ad entrare in un decennio che superi quello del berlusconismo – ha detto Bersani nel corso di una conferenza stampa – poi non ce la si prenda con chi lavora ad allargare il campo, ma con chi lo restringe. Il resto sono quisquiglie». Il segretario Democratico è poi tornato sulla «querelle» delle primarie, ricordando che esse sono nello statuto del partito: «lì – ha sottolineato – c’è una sequenza logica, ed è ‘programma, coalizione, primariè. C’è qualcuno che vuole imbrogliare? Chi invece dice ‘la coalizione è quella di chi fa le primariè, se le faccia da solo in base al suo statuto, perchè il nostro statuto dice altro». «L’obiettivo – ha proseguito – è andare oltre il berlusconismo, e non lo si fa con un uomo solo al comando, evitando la fatica delle riforme, come è avvenuto in questo decennio».

Pier Luigi Bersani si dice fiducioso che il Pd riuscirà a spiegare ai propri elettori la bontà di una alleanza larga, che coinvolga anche le forze del Terzo Polo. Lo ha detto in una conferenza stampa tenuta nella sede del partito. Ad una domanda su come convincerebbe gli elettori democratici in caso di alleanza con Casini e Fini, Bersani ha risposto: «questo è il nostro mestiere». «So che c’è una spiegazione da dare – ha proseguito – so che Berlusconi ha narcotizzato non solo il centrodestra; ma so anche che abbiamo nel Paese problemi seri». «La fortuna elettorale di un partito – ha proseguito – c’è se la sua proposta è percepita come utile e sensata per il Paese. E questo è possibile se si esce dal politicismo e ci si concentra sull’agenda del Paese». Bersani ha quindi ricordato alcuni dati statistici che dimostrano come nelle classifiche europee l’Italia è scivolata, a partire dal benessere delle famiglie. «So che queste cose su Facebook non girano – ha ironizzato – nè la Tv le dice, anche perchè non c’è un incubo come in Grecia che incombe, e la gente si assopisce per il torpore. Ma di queste cose – ha concluso – vogliamo parlarne o no? Il resto viene dopo».

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