Giovedì, 05 Settembre 2019 08:34

Venezia 76. A Vincenzo Mollica il premio Pietro Bianchi del SNGCI

Scritto da

VENEZIA (nostro inviato) La presidente del Sindacato Nazionale dei Giornalisti cinematografici Italiani Laura Delli Colli, il Presidente della Biennale Paolo Baratta e il Direttore della Mostra cinematografica di Venezia Alberto Barbera, hanno consegno per il 2019  al noto giornalista Rai Vincenzo Mollica il Premio Pietro Bianchi.

Intitolato alla memoria del critico e giornalista omonimo,  è un riconoscimento prestigioso che ogni anno il Sindacato dei cinegiornalisti attribuisce a una personalità distintasi in campo cinematografico  in accordo con la Direzione della Mostra. A nome del direttivo del SNGCI Laura Delli Colli ha dichiarato: “ “Dedicargli il nostro omaggio significa festeggiare il più grande di tutti noi che con la sua professionalità, il tratto di originalità e di competenza assoluta ci regala una lezione di giornalismo attraverso uno stile inconfondibile e un racconto appassionato”. Paolo Baratta e Alberto Barbera hanno sottolineato di Vincenzo Mollica la generosità professionale, cosa non comune tra i critici, pronti soprattutto alla ricerca degli errori  per un malinteso primato del mestiere. Tra coloro che sono stati insigniti del Bianchi basti ricordare, tra gli altri, Mario Soldati , Cesare Zavattini,  Luigi Zampa, Alberto Lattuada, Mario Monicelli, Luigi Comencini, Francesco Rosi, Dino Risi, Ettore Scola, Paolo e Vittorio Taviani, Carlo Lizzani, Bernardo Bertolucci, Michelangelo Antonioni, Alberto Sordi.  

Laureato in giurisprudenza a Urbino, la grande passione di Vincenzo Mollica furono il disegno e i fumetti, il cinema e la canzone d’autore. Entrato a far parte della redazione del TG1 realizzò i primi suoi servizi sui personaggi di Walt Disney, il cantautore Francesco De Gregori e il regista Nanni Moretti. Nel 1995, nel numero di Topolino 2074,  esce la storia Paperino Oscar del Centenario, nella quale appare il personaggio di Vincenzo Paperika, chiaramente ispirato al giornalista. In seguito Vincenzo Paperika, nato dalla mano dello scomparso Andrea Pazienza, è apparso in varie storie disneyane molte delle quali sceneggiate dal Mollica stesso.    Nell’occasione Vincenzo Mollica ha tenuto a ribadire come il personaggio fumettistico gli avesse fatto piacere, tanto da augurarsi di averne la foto sulla lapide con la citazione “Qui giace Vincenzo Paperika che nella vita fu Mollica”. 

Una vera e propria folla, superiore a quella di alcuni divi, ha festeggiato il premio a  Mollica, che si è rivolto ai presenti con parole sincere e commoventi: “Continuo a fare questo lavoro da cronista impressionista, impressionato e impressionabile. Ho fatto un terno incredibile, diabete, Parkinson e glaucoma  ma mi ha insegnato che i film si posso anche solo sentire. Questo è un festival in cui i film ti parlano e ti continuano a parlare, c’è tanta passione”.  Senza dimenticare i collaboratori che lo hanno sostenuto con affetto, Vincenzo Mollica ha poi dedicato il premio alla moglie, alla figlia e a due amici che molto gli hanno insegnato: Federico Fellini e Andrea Camilleri. Di Camilleri ha spiegato che molto gli ha chiarito dell’arte di vedere senza “vedere” e ha raccontato: “L’ultima volta Camilleri  mi ha chiamato “vieni Vincenzo che ti voglio abbracciare”.  Io gli ho risposto: “se ci incontriamo …”. Emozionato il pubblico ha applaudito.


Bruna Alasia

Giornalista e scrittrice