ROMA – Un orologio a numeri romani si staglia, enorme ma fermo, sul fondo della scena, a rappresentare lo scorrere del tempo – elemento cardine per la pièce di Stefano Massini.
Sei lampade rosse pendono dal soffitto, danno profondità alla scena e inondano di una luce fredda l’assemblea delle operaie. Tutte attendono il ritorno della loro portavoce Bianca. a colloquio con “le cravatte”, ovvero i padroni.
La recente fusione dell’azienda tessile in cui lavorano con un colosso estero cambia le carte in tavola per le dipendenti, in attesa che i capi dettino “nuove” condizioni, più severe.
Quando vedono rientrare Bianca, interpretata da Viviana Toniolo, con una lettera per ciascuna di loro, sono stupite dalla proposta dei nuovi padroni: mantenere le condizioni di lavoro invariate, tranne per una piccola modifica: tagliare 7 minuti dalla pausa.
Tutte, tranne la portavoce Bianca – l’operaia più anziana – sono favorevoli perché sono «solo 7 minuti» e non un taglio allo stipendio, il licenziamento, la chiusura della fabbrica.
L’unica che vede oltre quella che sembra una piccola richiesta è Bianca: quei 7 minuti, moltiplicati per le trecento operaie della fabbrica, fanno un totale di novecento ore di lavoro gratuito in più al mese per i padroni.
Il dibattito tra le operaie diventa acceso e le porta ognuna a riflettere fino a mettersi l’una contro l’altra, dato che alcune vogliono firmare la nuova clausola del contratto di lavoro.
La pièce, interpretata dalla sempre ottima compagnia di Attori & Tecnici è ispirata a una storia realmente accaduta in Francia a Yssingeaux e influenzata dal dramma “La parola ai giurati” di Reginald Rose.
di Stefano Massini
regia Claudio Boccaccini
con Viviana Toniolo, Silvia Brogi, Liliana Randi,
Chiara Bonome, Chiara David, Francesca Di Meglio,
Mariné Galstyan, Ashai Lombardo Arop,
Maria Lomurno, Daniela Moccia, Sina Sebastiani
produzione Attori & Tecnici
in collaborazione con Associazione Culturale Pex



