Sabato, 28 Maggio 2022 21:53

Editoria, Di Giovanni e Cafiero presentano “Phoenix”: sala gremita e tanti consensi, per un evento tra arte e musica, a favore dei più fragili

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Grande è stata l’eco mediatica per la presentazione romana di “Phoenix, il potere immenso della musica” tenutasi presso la sala conferenze dell’A.N.A.S  (Associazione Nazionale di Azione Sociale) venerdì 27 maggio: il libro scritto dal musicista Salvatore Cafiero con la giornalista e psicologa Lisa di Giovanni.

A moderare l’evento, la professoressa Maura Ianni, docente di Psicologia generale, che ha introdotto il volume e ha stimolato il dibattito tra gli ospiti presenti al think tank. Per il musicista pugliese, famoso per le sue collaborazioni artistiche con Raf e Grignani, è la prima opera, nata, appunto, dalla collaborazione con la scrittrice e poetessa teramana. « Non è semplice scrivere a quattro mani: non l’avevo mai fatto prima, ma alla fine è stata un’esperienza incredibile» esordisce la co-autrice. Ribatte il chitarrista: «È riuscita a stimolare e riordinare il mio caos emotivo: un compito tutt’altro che semplice ». «Salvatore scriveva di getto – ha aggiunto Lisa Di Giovanni - lui era la scintilla ed io, dovevo dare forma ai capitoli, riorganizzare i pensieri, immedesimandomi nei panni di un uomo». 

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Un compito complesso ma che appare riuscito, visto il successo riscontrato dal libro, le cui copie si sono già esaurite durante la presentazione. Alla domanda della professoressa Ianni, che gli chiede se era soddisfatto del libro, Cafiero risponde: «L’esito finale è stato ancor più autentico del previsto, rivelando il mio lato più tenero e privato, diverso dal mio look rock». Nel corso dell’evento, l’attrice Costantina Busignani, ha recitato alcuni brani tratti dell’opera accompagnata dal sottofondo musicale eseguito live dallo stesso Cafiero: momenti di rara intensità, che hanno coinvolto il pubblico, nel dramma della sua adolescenza, tra fragilità costituzionale e celiachia.

Sull’intolleranza al glutine, interviene il professore Giuseppe Cerasari, infettivologo ed epatologo che ribadisce l’importanza, da parte della classe medica, di una diagnosi precoce, essenziale per aiutare, e talvolta, salvare i pazienti.  «Dei circa 600mila casi di celiachia stimati - dichiara - soltanto 150mila vengono diagnosticati in Italia. Un dato allarmante, dal momento che si tratta di una patologia con ripercussioni severe sia sul fisico – dal malassorbimento all'ipotiroidismo al diabete e al tumore– che sulla psiche, come nel caso di Cafiero, che soffriva di attacchi di panico e bassa autostima». «Importante – aggiunge il professore – è anche la comunicazione divulgativa, che rappresenta un importante connubio tra scienza e letteratura e rende il linguaggio medico accessibile a tutti, favorendo un’educazione globale alla creatività». 

Tra gli invitati anche Vito Gadaleta, direttore della rivista web “Vita”, che così definisce il libro: «Per me, ha avuto un effetto catartico: “mindfulness” suscitando in me la consapevolezza dell’importanza di raggiungere la nostra fonte di energia più autentica»; mentre per la giornalista Valentina Diaconale de “L’opinione”: «Il racconto le rievoca la sua passione giovanile per la scrittura, intesa come una coperta comoda sotto cui rifugiarsi». Al contrario, per Laura Barbaliscia, presidente dell'Impresa sociale di promozione etica “Promet”: «il racconto è scritto in maniera semplice diretta, come una favola». Ed è proprio a una fiaba, che richiama la copertina, con un riferimento a “Il piccolo principe” di Antoine de Saint-Exupéry: con un bambino aggrappato alla luna, mentre sul cielo si incontra una fenice che si fonde con una chitarra elettrica. «Un disegno di mia nipote, su mia indicazione» commenta Cafiero, il quale cita, inoltre, la presidente di Anas Lazio, Maria Lufrano: «È suo il merito della realizzazione di questo libro: è stata lei ad avermi incoraggiato e presentato  Lisa Di Giovanni. Si tratta di una storia che non è stata scritta per il nostro ego, ma per diffondere un messaggio di resilienza, a favore di tutti».

E infine, la parte finale dell’evento è dedicata all’inaugurazione della mostra dell’artista ucraino Niko Strus, alla presenza di Oxana Sidko, referente dell'associazione “Donne for Peace, attiva nell’aiuto e nel sostegno dei profughi di guerra.  Nato a Leopoli e trasferitosi prima in Germania e poi in Italia, ha già riscosso successo in Turchia e negli Stati Uniti per il suo stile pop unico. Risalta, infatti, la brillantezza dei colori ottenuti con miscelazione dei pigmenti segreta e l’unicità di dipingere direttamente su tele in pelle. «Fondamentale è per me la salvaguardia ecologica, adoperando, solo, scarti di qualsiasi pelle animale riciclata» dichiara il pittore che inoltre aggiunge: «I proventi della vendita dei quadri, andranno a favore del mio popolo che soffre». L’artista, ha, infatti, presentato, in questa occasione un’opera dedicata alla sua patria: il ritratto di una giovane donna bellissima, con una corona di spine sul capo, il volto bagnato di lacrime su uno sfondo giallo e blu, come i colori della bandiera Ucraina. Impressionante e intenso, come le tante tele esibite, da John Lennon a Frida Kahlo: tutte espressioni di volti femminili, pregni di emozioni. Un’esposizione, che rimarrà aperta al pubblico sino al 30 giugno, presso la sede capitolina dell’ANAS in via Pietro Bembo n°28-30. 

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