Mercoledì, 26 Ottobre 2022 16:56

Presentata la 33ma edizione della guida del Gambero Rosso

Scritto da

Quasi 2500 i locali recensiti. Molte conferme e grandi novità

 Quest’ anno con il ritorno del turismo straniero in Italia sono tornati a riempirsi i locali delle grandi città d’arte e non solo. Nonostante l’ attuale situazione mondiale estremamente critica, soprattutto a livello economico, i grandi professionisti continuano ad impegnarsi sul terreno intrapreso già dallo scorso anno: valutazione e riduzione di impatto e sprechi, accorciamento delle filiere, valorizzazione del territorio, ampliamento quando è possibile  dell’autoproduzione. Un trend che ha dato ulteriore impulso al vegetale con risultati sorprendenti in termini di gusto. Per questo, per la prima volta, la Guida ha assegnato un premio ai migliori tre menu vegetariani individuati su scala nazionale. 

“La cucina italiana è la piu’ amata nel mondo e il settore della ristorazione è il traino per tutto il comparto agroalimentare. Una  vetrina importante per la conoscenza e la promozione delle nostre produzioni di eccellenza” ha dichiarato Paolo Cuccia, Presidente di Gambero Rosso nel presentare la Guida a Roma, a Palazzo Brancaccio.  “La guida del Gambero descrive la sapienza dei migliori chef che riescono a trasformare le materie prime in piatti che esaltano sapori dei nostri territori. Ogni ingrediente è  utilizzato per dar vita a creazioni uniche.”

“La nostra cucina è il fiore all’occhiello per i produttori Made in Italy” ha proseguito l’Amministratore Delegato Luigi Salerno “Una cucina che rinnova costantemente la sua offerta per qualità e creatività, non solo in Italia ma anche all’estero. Dai piatti più semplici alle creazioni più complesse, il mondo ama la xuxina italiana. Grazie al nostro Roadshow internazionale e alla nostra guida digital Top Italian Restaurants, siamo consapevoli di quanto il panorama estero sia attento alla nostra enogastronomia, vera forza motrice dell’export agroalimentare del nostro Paese.”

Nella trentatreesima edizione della guida Ristoranti d’Italia di Gambero Rosso curata da Valentina Milano e Antonio Paolini sotto la direzione di Laura Mantovano aumentano  i riconoscimenti delle «Tre forchette» che salgono a 44 con tre nuovi ingressi. Casa Perbellini a Verona, Antica Osteria da Cera a Campagna Lupia (Venezia) e Signum  nel cuore dell'isola di Salina, alle Eolie, della giovane chef-pescatrice Martina Caruso. In ascesa di un punto, da 92 a 93, Il Pagliaccio a Roma dello chef Anthony Genovese e St. Hubertus dell'Hotel Rosa Alpina a Badia (Bolzano) col «cuoco delle montagne» Norbert Niederkofler. 

Tra i locali con le «Due forchette rosse», ossia i locali che hanno le maggiori possibilità per raggiungere il vertice, Arnolfo a Colle Val d'Elsa (Siena), Piccolo Lago a Verbania, Pashà a Conversano (Bari) dove Angelica Giannuzzi conquista il titolo di «pastry chef dell'anno».

Per il settimo anno, inoltre, in apertura di ogni sezione regionale sarà possibile conoscere “Le grandi cantine della regione”. Un approfondimento sulle numerose etichette del territorio per fornire ai lettori una guida nella scelta dei vini per l’abbinamento ai piatti del territorio.

Il premio di «Ristoratore dell'anno» passa da Carlo Cracco a Milano, confermato «Tre forchette» con 93 punti, al veronese Giancarlo Perbellini. 

Tra le novità il Premio No Food Waste vinto dalla Locanda Radici di Melizzano (BN). Un premio che indica un’attenzione crescente per la sostenibilità e il non spreco in cucina.

Per quanto riguarda il bere crescono i cocktail da tavola e, agli antipodi, le bevande analcoliche da abbinare ai piatti con crescente ricorso alle tecniche della mixology. Gucci Osteria da Massimo Bottura, a Firenze, è premiato per la «miglior proposta di bere miscelato», mentre il miglior sommelier è Alessandro Gonzalez Venegas de La Locanda del Profeta, a Napoli. E, secondo il giudizio del Gambero Rosso, il premio per il miglior servizio di sala va a Villa Crespi di Orta San Giulio (Novara), regno di Antonino Cannavacciuolo, e Don Alfonso 1890 a Massa Lubrense (Napoli), dagli Iaccarino. 

bianco.png