Mercoledì, 09 Maggio 2012 14:52

La faccia tosta di Giulio Tremonti e dei berlusconiani, che non coltivano la virtù del silenzio

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Pensate che in Spagna Pedro Solbes Mira o Elena Salgado Méndez, i due ministri dell’economia del governo Zapatero, siano intervistati dalle televisioni o dai grandi quotidiani un giorno sì ed uno no e sparino a zero contro le decisioni in materia economica prese dall’attuale governo di centro-destra di Mariano Rajoy? O forse credete che l’ex primo ministro islandese Geir Haarde, condannato per negligenza di fronte alla più grave crisi economica, continui a diffondere le sue ricette per superare lo stato in cui versa il suo Paese?

No, queste persone rimangono in silenzio, non sono più personaggi pubblici e d’altronde a nessun organo di stampa verrebbe oramai in mente di chiedere il loro parere. I disastrosi risultati dei loro governi non danno a questi ex uomini politici alcuna autorità per poter giudicare l’azione di politica economica di coloro che li hanno sostituiti in base ad un responso elettorale. In tutti i paesi del mondo, è un punto d’onore per gli ex Capi di Stato, gli ex primi ministri o semplicemente per coloro che hanno partecipato ad una tornata elettorale e sono stati sconfitti, di ritornare alle loro professioni e rimanere in silenzio. Nicolas Sarkozy ha annunciato che si ritirerà a vita privata, magari intraprendendo un’altra professione o forse scriverà un libro di memorie.

In Italia, che non è un Paese serio, non succede nulla di tutto questo. Alcuni giorni fa, l’ex ministro dell’economia Giulio Tremonti, ospite della trasmissione “Piazza pulita”, intervistato da Corrado Formigli, non solo ha avuto la faccia tosta di criticare le decisioni prese fino ad ora dal governo Monti («Non puoi mettere le tasse e tagliare» ha ripetuto con convinzione) ma, alle giuste rimostranze del conduttore, ha incredibilmente affermato che grazie a lui l’Italia si è salvata e che le cose sono andate bene fin quando qualcun altro decise di «cambiare politica». Ha detto proprio così, tanto che molte migliaia di telespettatori si sarà chiesta: «Ma ho sentito bene? Tremonti ha detto che con lui le cose andavano bene?».

Negli altri talk show e sui giornali di Arcore è un continuo discettare di ex ministri che hanno portato il Paese sull’orlo del fallimento e di giornalisti della Real Casa su dove e come l’attuale governo sta sbagliando e su dove e come dovrebbe tagliare e chi assiste a queste insulse perorazioni continua ad aver l’impressione di aver preso un razzo e di essere allunato e magari di aver sbattuto la testa con una certa violenza.

Poi, capita che perfino il compassato e sobrio Mario Monti perda le staffe e, di fronte alle incredibili giustificazioni dei berlusconiani secondo cui il Pdl ha perso le elezioni perché appoggia questo governo delle tasse, dica quello che tutti pensano: che il centro-destra, di fronte ai suicidi di tanti italiani non può far finta di niente e attribuire tutte le colpe all’attuale Esecutivo, la crisi economica non è piovuta dal cielo improvvisa come un temporale. Tremonti e Berlusconi negavano addirittura che ci fosse, asserendo che i ristoranti erano pieni (probabilmente di evasori fiscali), mentre moltissime persone già caricavano le loro pistole o stringevano il cappio della loro corda.

Se fossimo un Paese serio, con una stampa e televisioni serie, nessun giornalista li andrebbe ad intervistare.

Ultima modifica il Mercoledì, 09 Maggio 2012 15:00
Fulvio Lo Cicero

Romano, laureato in Scienze politiche, pubblicista. Docente di economia politica, si occupa anche di fotografia. Ha pubblicato "Principi di economia politica" (Milano, 1992) e "Inquisitori ed eretici. Il demone della verità nella narrativa di Leonardo Sciascia" (Roma, 2005) 

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