Lunedì, 18 Febbraio 2013 17:26

Bilancio UE. Pittella: il Parlamento non può approvare. Draghi l’economia non migliora

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ROMA - Difficilmente il bilancio della Unione Europea ha avuto addosso tante attenzioni come sta capitando quest’anno.

Nodo della contesa è il bilancio di previsione per il periodo 2014-2020 che viene ritenuto, dai critici, troppo depressivo con la possibilità di soffocare in culla una ripresa ancora da venire.
Sugli opposti lati della barricata giocano le cariche più pesanti del complesso sistema di governo comunitario.  Da una parte il presidente del Consiglio Van Rompuy appoggia l’approvazione del documento dall’altra parte una buona fetta del Parlamento ritiene l’approvazione, con il documento attuale, impossibile, come afferma il vicepresidente del Parlamento europeo, Gianni Pittella.  In mezzo il Presidente della Commissione Barroso, che vorrebbe una nuova intesa ed un bilancio più ambizioso.
Si ripete quindi anche a livello europeo la diatriba tra chi sostiene l’opportunità di una organizzazione centrale, statale o frutto di una aggregazione di stati come l’Unione Europea, che operi attivamente utilizzando un bilancio di grossa entità e chi vede il bilancio pubblico come una palla al piede da eliminare per quanto possibile.
E vale certamente la pena di ricordare come siano i soli membri del Parlamento ad essere eletti a suffragio universale mentre la Commissione ed il Presidente del Consiglio sono, di fatto, espressione diretta non dei popoli ma dei  governi.
Parlando al Parlamento europeo Mario Draghi ha ricordato che Il peggio, per l'economia del Vecchio continente, non è ancora definitivamente alle spalle. "Servono ulteriori sforzi all'Europa per uscire dalla crisi- ha detto il governatore  della Bce-  anche se nel 2013 il contesto finanziario si presenta più stabile rispetto agli ultimi anni, grazie ai progressi registrati dai governi e alle misure adottate dalle istituzioni europee", “ Ma – ha proseguito- c'è ancora molto da fare per ripristinare la fiducia dei mercati e dei cittadini e ricostruire stabilità e crescita".La previsione è che l'economia dell'Eurozona "resterà debole all'inizio del 2013 e poi avrà una graduale ripresa nel corso dell'anno".  Fino ad ora "non c'è stato nessun miglioramento dell'economia reale, sebbene ci siano segnali di stabilizzazione". Ha poi sottolineato   che il meccanismo di vigilanza bancaria unico,  "è cruciale" per "giungere a un'unione finanziaria". Draghi ha aggiunto che la vigilanza dovrà essere dotata di "indipendenza e capacità operativa".

Serve un bilancio moderrno e ambizioso, all’altezza delle sfide


Il vicepresidente vicario del Parlamento europeo, l’italiano Gianni Pittella, presiedendo l'incontro che si è tenuto tra i parlamentari e i presidenti del Consiglio Van Rompuy e della Commissione Barroso per discutere dell'esito del Consiglio dei capi di Stato sul bilancio europeo è stato ben chiaro:
‘'Il compromesso raggiunto in occasione dell'ultimo vertice europeo non é assolutamente all'altezza delle sfide che ci attendono, il Parlamento europeo chiedeva, e continuerà a chiedere, un bilancio dell'Unione moderno ed ambizioso, capace di sostenere la ripresa europea e contribuire a mettere definitivamente alle spalle la crisi economica e finanziaria'.
Per il Presidente Pittella c’è una grossa distanza tra le parti con un documento con cui è “impossibile contrastare in maniera credibile e seria le difficoltà del momento sostenendo un bilancio che per la prima volta nella storia europea registra una diminuzione rispetto agli anni precedenti: un passo indietro che non avrebbe alcuna logica e non può essere compreso, i tagli che proponete avrebbero delle ricadute negative sulla vita quotidiana di tutti gli europei e per tali ragioni questo Parlamento non può accettare l'accordo così com'è'.
Per Pittella sarebbero quindi privi di logica i tagli mentre ‘'In un momento in cui si iniziano ad intravedere i primi deboli segnali di ripresa, dopo anni di durissima crisi finanziaria, sarebbe ragionevole investire sull'Europa, in gioco c'é la qualità delle politiche europee per il prossimo decennio, ricerca, formazione, educazione, politica estera e politica di sviluppo ed un accordo del genere non fa gli interessi dei cittadini europei'


Socialisti e democratici. Questo bilancio farà morire di fame l’Europa
Durissimo il commento del presidente del gruppo dei socialisti e democratici all'Europarlamento Hannes Swoboda secondo cui l'accordo sul bilancio Ue 2014-2020 così com'è è 'inaccettabile' per l'Europarlamento, e concepito così com'è, con queste cifre e 'con questa filosofia', 'farà morire di fame l'Europa'.
Swoboda avverte quindi il Presidente del Consiglio che per ottenere il voto favorevole dell’aula serviranno  'modifiche sostanziale'


PPE. Necessaria una clausola di revisione
Il Ppe è pronto a negoziare col Consiglio ma ritiene 'fondamentale' l’inserimento di una 'clausola di revisione' che tra due o tre anni consenta di rifare i conti 'perche' non si può avere sempre un bilancio in austerità'.
A dichiarare la posizione del gruppo è stato il capogruppo del Ppe Joseph Daul.


Van Rompuy avvisa il Parlamento. Barroso è d’accordo
Secondo il Presidente del Consiglio Europeo l'Europarlamento ci deve 'pensare due volte e anche di più' prima di bocciare il bilancio Ue 2014-2020 e andare al sistema dei bilanci annuali.
Per Van Rompuy il sistema dei bilanci annuali non darebbe 'nessuna chance' alle regioni più povere, ai ricercatori, ai giovani e alle imprese. Sulla stessa lunghezza d’onda anche la posizione di Barro.
Il Presidente della Commissione ha dichiarato che il bilancio Ue 2014-2020 così com'è stato concordato al vertice 'non può semplicemente funzionare', serve un 'adeguato livello di flessibilita'' sia 'tra gli anni che tra i capitoli di spesa'.
Jose' Barroso ha quindi invitato Consiglio e Parlamento Ue a impegnarsi in un “negoziato serio” per arrivare a un'intesa accettabile da entrambe le parti in quanto il sistema di bilanci annuali va a svantaggio delle regioni più povere che sono quelle più bisognose di investimenti per uscire dalla crisi.

 

Amerigo Rivieccio

Laureato in Economia Aziendale ed abilitato all'esercizio della professione di Promotore finanziario; dal 2001 sono contabile alla Camera dei deputati. Prima di approdare a Montecitorio sono stato ragioniere:
alla Presidenza del Consiglio; al Comune di Napoli; in una cava di inerti.
Ma sono stato anche Funzionario dell'Unione europea e arbitro nazionale di pallacanestro.

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