Spazio. L’intelligenza artificiale ci aiuterà a svelare i misteri dell’universo

L’intelligenza artificiale (AI) si sta dimostrando uno strumento straordinariamente utile ai viaggi nello spazio e all’osservazione del cosmo.

Infatti, grazie all’apprendimento automatico si potranno finalmente svelare alcuni misteri. Almeno questo pensano gli scienziati e anche gli astronauti che sempre più si affidano al cosiddetto Machine Learning per affrontare misure e calcoli complessi.

Al momento questi strumenti vengono già usati per calcolare le orbite, i decolli e gli atterraggi dei veicoli spaziali e per automatizzare le operazioni del motore.

SpaceX, ovvero il razzo della Space Exploration Technologies Corporation, la società di Elon Musk, utilizza un sistema di pilota automatico per consentire al suo velivolo Falcon 9 di eseguire operazioni autonome, come l’attracco con la Stazione spaziale internazionale (ISS), dove è incaricato di effettuare consegne di merci per la NASA.

Il sistema calcola la traiettoria del razzo nello spazio, tenendo conto del consumo di carburante, dell’interferenza atmosferica e dello “sbattimento” dei liquidi all’interno del motore.
Ma non solo. SpaceX utilizza algoritmi AI per garantire che i suoi satelliti non entrino in collisione con altri oggetti orbitali o di transizione nello spazio. I loro sistemi di navigazione autonomi consentono loro di rilevare i pericoli nelle vicinanze in tempo reale e di intraprendere azioni evasive regolando la velocità e la traiettoria del satellite.

Un altro esempio è quello di Cimon 2, un robot progettato dalla Airbus e può essere pensato come un assistente virtuale mobile in stile Alexa per gli astronauti nello spazio. Costruito utilizzando il sistema Watson AI di IBM, naviga utilizzando le ventole per spingersi all’interno dei veicoli spaziali e funge da database di informazioni, computer e fotocamera a mani libere. Può persino valutare gli stati emotivi degli astronauti analizzando i livelli di stress nelle voci.

Ma non è tutto. L’intelligenza artificiale viene sfruttata dai pianificatori di missione presso il Jet Propulsion Laboratory della NASA per modellare e valutare un’ampia gamma di parametri di missione al fine di comprendere i possibili risultati attraverso le diverse alternative.

L’agenzia spaziale del Regno Unito ha anche sviluppato sistemi autonomi che consentono ai suoi veicoli spaziali e ai suoi satelliti di agire autonomamente per evitare i detriti spaziali. Nel 2025 prevede di costruire un velivolo completamente autonomo la cui missione sarà quella di catturare e ripulire i detriti spaziali.

Anche i Mars Rover sono robot che esplorano la superficie di Marte.Questi robot sono in grado di navigare autonomamente nel terreno, grazie ad algoritmi di Machine Learning, evitando crateri e dislivelli che potrebbero danneggiarli o metterli fuori uso.

L’intelligenza artificiale è stata utilizzata anche per esaminare la superficie della luna al fine di identificare i migliori potenziali siti di atterraggio per future missioni con equipaggio. Ciò consentirà agli astronauti di atterrare nella massima sicurezza.

Gli astronomi, inoltre, usano l’intelligenza artificiale per mappare l’universo riconoscendo modelli negli ammassi stellari che formano nebulose distanti e classificando altre caratteristiche che vengono rilevate nello spazio profondo.

Un esempio è il telescopio Kepler della NASA che è stato utilizzato per identificare la probabile posizione dei pianeti analizzando i cali di luce emessi dalle stelle, indicando che un pianeta sta passando tra la stella e noi.

L’intelligenza artificiale viene utilizzata anche per prevedere il comportamento di stelle e galassie, aiutando a capire dove è probabile che si verifichino eventi cosmici come le supernove.

Al momento sono dozzine i buchi neri rilevati utilizzando l’analisi delle serie temporali. Ed è grazie all’intelligenza artificiale che è stato possibile acquisire immagini immagini più accurate di un buco nero.
Insomma sono molteplici gli usi in cui l’AI porterà inevitabilmente dei vantaggi evidenti.
E la scienza ora intende andare oltre l’orizzonte degli eventi, usando l’intelligenza artificiale per rivelare cosa si trova all’interno di un buco nero. Il lavoro coinvolgerà anche il calcolo quantistico e potrebbe aiutare i fisici a risolvere uno dei loro più grandi problemi: unificare la teoria generale della relatività di Einstein con il Modello standard della fisica delle particelle.

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