Venerdì, 16 Novembre 2012 18:26

Briatore e Zingales con Santoro fanno tre. Solo disgusto

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Flavio Briatore Flavio Briatore

ROMA - Usiamo una parola forte, disgusto,  ma non ne troviamo una migliore per definire   ciò che  abbiamo provato  man mano  che  procedeva il talk show. 

Quel Briatore, non si sa bene  perché assurto ad ospite d’onore, si  fa per dire,irascibile ha superato ogni limite di civile convivenza. Le sue ospitate a  Malindi di Silvio Berlusconi  lo hanno riportato alla ribalta  delle cronache, dopo una serie di avventure, diciamo così. Come si dice, dio li fa, poi li appaia. Santoro  lo contemplava,  forse lo ha chiamato proprio per giocare questa parte, ha permesso che offendesse una  giornalista, la Costamagna che intervistava Briatore e raccontava dei suoi  trascorsi, macchiati da diversi guai giudiziari, condanne  cancellate dalla amnistia. La “maestrina“ l’ha chiamata. E poi se l’è presa con Penelope, giornalista, autrice di un  libro in cui si dico mentano le disuguaglianze fra ricchi e poveri, sempre crescenti, ‘evasione fiscale dei ricchi, tutte cosette che innervosiscono il Briatore. Talmente indisponente che quando la Costamagna  parla dei suoi nuovi  guai giudiziari relativi allo yacht di cui è proprietario, pare si tratta di una questione di tasse, ed azzarda a ricordare che è lungo 64 metri, lui, con fare sprezzante dice che si tratta solo di 62 metri.

Offre elemosina  ed umilia un malato di Sla

Poi per dare degna conclusione alla sua presenza, sempre sotto gli occhi di un benevolo Santoro, ecco, il ricco che, preso da pietà finta, fa l’elemosina al povero.  Interviene in diretta  la figlia di un paziente di Sla, viene fatto vedere un servizio in cui si mette in evidenza il problema dell’assistenza a chi è affetto dalla terribile malattia.  C’è il problema di recuperare  i fondi  necessari scomparsi  nelle pieghe di provvedimenti legislativi. Promesse da parte del governo, ma ancora tutto è in alto mare. I pazienti danno vita ad uno sciopero della fami che mette ulteriormente in pericolo  la loro già travagliata vita. Ci pensa Briatore. Santoro chiede alla figlia del paziente quanto gli servirebbe per risolvere i problemi, per assicurare l’assistenza necessaria. Ci vorrebbero cinquecento euro al mese, dice. Subito interviene il riccone compassionevole: “Alla signora Antonietta le do io i 500 euro al mese per un anno, io mi sostituisco allo Stato”. Era quello che Santoro voleva sentirsi dire, quasi avessero combinato la scenette indecorosa. GlI ammalati di Sla e i loro famigliari non chiedono l’elemosina ma rivendicano il diritto alla vita, lo stato deve farsene garante. Santoro tace, il pubblico  qualche applauso, qualche fischio. Niente più. Tocca a Maurizio Landini non si sa bene perché invitato in simile compagnia, che cosa ha a che fare con personaggi come Briatore? Dice Landini “La signora Antonietta non deve aver bisogno dei soldi di Briatore, dato che l’assistenza di cui ha bisogno suo padre è un diritto garantito dalla Costituzione.”


I  cassaintegrati, i disoccupati ci costano troppo

Ma a Santoro interessava portare in primo piano uno come Briatore per far vedere che in questo paese non funziona nulla, lo Stato, le forze politiche, i sindacati anche. Non bastava Briatore, dagli Usa, in diretta, arriva un economista, Zingales, professore in una delle più liberiste, conservatrici università americane, sostenitore di Romney, opinionista dell’Espresso. Come aveva fatto Briatore peste e corna contro gli operai dell’Alcoa, contro i cassaintegrati che starebbero troppo bene. La politica industriale, non è problema del governo. Le forze politiche, tutte da buttare. E il duo Briatore-Zingales scopre che solo il turismo ci può far uscire dalla crisi. L’Alcoa potrebbe diventare uno stabilimento balneare, oppure un villaggio per ricconi, evasori. Briatore vede già una bella speculazione, la cementificazione delle coste, nababbi che arrivano nell’isola, ne diventano i padroni. E i sardi? Si arrangino. Se ce ne ne fosse stato bisogno c’era anche un signore che ha fatto una sparata, un comiziaccio contro i sindacati responsabili di tutte le colpe del mondo. Santoro estasiato. Landini ci ha provato, a dir la sua in particolare se l’è presa, giustamente con Zingales, ma c’era troppa disparità di forze. Già è tanto se non è stato rimbrottato da Santoro come ha fatto con la Costamagma. “Non andare troppo in là“, le ha detto. Si era permessa, pensate un po',  di contestare a Briatore qualcuna delle sue magagne.

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