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SALERNO – La situazione è di massima allerta in Campania a causa del maltempo.

Le zone maggiormente colpite sono quelle nel salernitano che a causa della rottura di una condotta idrica di notevoli dimensioni sono rimaste parzialmente senza acqua. Sono centinaia le chiamate arrivate ai Vigili del Fuoco, ciò ha richiesto il supporto di squadre provenienti da Napoli e Caserta. Nelle ultime 72 ore sono caduti circa 200 millimetri di pioggia, raggiungendo quota 300 nella Piana del Sele. Il fiume Tanagro è esondato creando gravi problemi nel Vallo di Diano. I territori comunali di Sala Consilina, Teggiano e San Rufo sono sotto la morsa dell’acqua. Fabbricati, ville e piccoli edifici giacciono immersi in un grande lago. A Nocera Inferiore il fiume Solofrana ha rotto gli argini ed ha invaso strade e abitazioni.

Nel comune di Capaccio-Paestum, precisamente nelle zone di Trentalone di Gromola e Ciurnito, 300 persone sono state costrette a lasciare le loro abitazioni a causa dello straripamento del fiume Sele. Sul posto al momento sono giunti i Vigili del Fuoco e gli uomini della Protezione Civile che in località Ponte Barizzo, di Capaccio, hanno tratto in salvo due allevatori travolti dall’esondazione del Sele. Annegato anche un intero gregge. A Sala Consilina 6 famiglie sono state tratte in salvo dopo che la loro abitazione era stata invasa da fango e da detriti. La circolazione in quelle zone per ora è vietata. L’acqua alta che continua a scorrere per le strade rende difficile lo spostamento anche ai mezzi di soccorso. La statale 19 è in parte invasa dal fango e gli uomini dell’Anas sono sul posto per togliere la fanghiglia depositata sul manto stradale. Le strade statali 268 del Vesuvio e 166 degli Alburni sono state chiuse perché allagate e piccole frane hanno riversato detriti sull’asfalto. La limitazione al traffico è in vigore dalla notte scorsa e le deviazioni vengono segnalate sul posto dal personale Anas.

C’è paura nei comuni di Sarno e Siano, al momento vige lo stato di preallarme scattato nella giornata di ieri pomeriggio dopo che le forti piogge hanno fatto temere per il peggio. I tecnici dei Comuni scongiurano la possibilità che possa ripetersi la frana di dieci anni prima. Per tutta la notte hanno monitorato i versanti della montagna e assicurano che gli scoli stanno reggendo alla portata dell’acqua. A Salerno città una voragine si è aperta nei pressi di un lido balneare. In aggiunta alle piogge molti problemi sono arrivati dalle mareggiate che hanno letteralmente invaso le strade.

Per la Coldiretti il danno alle coltivazioni è alto. Più di tremila ettari di terreno giacciono sotto l’acqua a causa degli straripamenti dei principali fiumi, la cui portata è raddoppiata nel giro di poche ore. Nella piana del Sele sono andate perdute intere colture di cicorie, cipolle, fragole, ravanelli, rucola, spinaci, cavoli e insalate. Nel Vallo di Diano, secondo un primo monitoraggio della Coldiretti, sono stati distrutti i campi di erba medica ed altre foraggere destinate all’alimentazione degli animali che rischiano di rimanere senza scorte che sono state distrutte e bagnate nei fienili.

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