Uno studio pubblicato su The Lancet Diabetes & Endocrinology cambia il modo di seguire i pazienti con incidentalomi surrenalici: oltre un paziente su cinque modifica nel tempo la secrezione di cortisolo
Per anni si è ritenuto che la secrezione di cortisolo nei pazienti con tumori benigni del surrene fosse sostanzialmente stabile e che una singola valutazione endocrinologica fosse sufficiente per definire il rischio clinico. Oggi questa convinzione viene messa in discussione da un importante studio internazionale pubblicato sulla prestigiosa rivista The Lancet Diabetes & Endocrinology, che dimostra come i livelli di cortisolo possano modificarsi nel tempo, con conseguenze significative sul rischio cardiovascolare e metabolico.
La ricerca, coordinata nell’ambito della rete europea European Network for the Study of Adrenal Tumours (ENSAT), porta la prima firma del professor Giuseppe Reimondo, del Dipartimento di Scienze Cliniche e Biologiche dell’Università di Torino e della Medicina Interna-Endocrinologia dell’AOU San Luigi Gonzaga di Orbassano, diretta dal professor Massimo Terzolo, Centro di Eccellenza ENSAT per la diagnosi, la cura e la ricerca sui tumori del surrene.
Tumori benigni del surrene: una patologia molto più frequente di quanto si pensi
I tumori benigni del surrene, noti anche come incidentalomi surrenalici, vengono spesso scoperti casualmente durante TAC o risonanze magnetiche eseguite per altre ragioni. Si stima che interessino tra il 3% e il 7% della popolazione adulta, con una frequenza destinata ad aumentare grazie alla diffusione degli esami di diagnostica per immagini.
Sebbene nella maggior parte dei casi non provochino sintomi evidenti, una parte di questi tumori produce una quantità eccessiva di cortisolo senza determinare il quadro clinico completo della sindrome di Cushing. Questa condizione è definita Mild Autonomous Cortisol Secretion (MACS) ed è oggi riconosciuta come un importante fattore di rischio per numerose complicanze.
Il cortisolo è un ormone essenziale per il controllo del metabolismo, della pressione arteriosa, della glicemia e della risposta immunitaria. Quando viene prodotto in eccesso, anche in modo lieve ma persistente, può favorire lo sviluppo di ipertensione, diabete, obesità addominale e malattie cardiovascolari.
Lo studio più ampio mai realizzato sulla secrezione di cortisolo
Lo studio rappresenta la più vasta analisi mai condotta sull’evoluzione della secrezione di cortisolo nei pazienti con tumori benigni del surrene.
I ricercatori hanno seguito 2.525 pazienti provenienti da 25 centri specialistici di 14 Paesi, con un periodo medio di osservazione di quasi sette anni.
I risultati hanno evidenziato un dato destinato a cambiare la pratica clinica: oltre il 22% dei pazienti modifica il proprio profilo ormonale nel corso del follow-up, e la maggior parte di queste variazioni avviene entro i primi tre anni dalla diagnosi.
Questo significa che il quadro endocrinologico non è statico, ma può evolvere nel tempo, rendendo insufficiente una singola valutazione effettuata al momento della scoperta del tumore.
Più cortisolo significa maggiore rischio di ipertensione e malattie cardiovascolari
L’aspetto più rilevante emerso dalla ricerca riguarda il legame diretto tra il persistente eccesso di cortisolo e il peggioramento della salute cardiovascolare.
I pazienti che continuano a presentare livelli elevati di cortisolo mostrano infatti un aumento del 34% del rischio di aggravamento dell’ipertensione arteriosa rispetto a coloro che mantengono valori ormonali nella norma.
Nel corso di dieci anni, questi pazienti trascorrono mediamente circa due anni in meno senza peggioramento della pressione arteriosa, un dato che evidenzia l’impatto clinico dell’iperproduzione cronica di cortisolo.
Secondo gli autori dello studio, questi risultati rafforzano la necessità di monitorare con maggiore attenzione anche gli altri fattori di rischio cardiometabolico, intervenendo precocemente quando necessario.
Un nuovo approccio al follow-up dei pazienti
Le evidenze raccolte suggeriscono che la valutazione endocrinologica dei pazienti con tumori benigni del surrene non debba più essere considerata un esame isolato, ma un percorso dinamico capace di adattarsi all’evoluzione della malattia.
Un monitoraggio periodico della secrezione di cortisolo consentirebbe infatti di individuare precocemente i pazienti che sviluppano un rischio cardiovascolare crescente e che potrebbero beneficiare di controlli più ravvicinati, di una gestione più aggressiva dei fattori di rischio o, nei casi selezionati, di un trattamento chirurgico.
Verso linee guida più personalizzate
Secondo il professor Giuseppe Reimondo, la pubblicazione su The Lancet Diabetes & Endocrinology rappresenta un importante riconoscimento internazionale per il lavoro svolto dall’Università di Torino, dall’AOU San Luigi Gonzaga e dalla rete europea ENSAT.
Ma il valore dello studio va oltre il prestigio scientifico. Le nuove evidenze potrebbero infatti contribuire all’aggiornamento delle future linee guida internazionali sulla gestione degli incidentalomi surrenalici, introducendo un approccio sempre più basato sulla stratificazione del rischio individuale.
L’obiettivo della medicina moderna è infatti identificare con maggiore precisione i pazienti realmente esposti a complicanze cardiovascolari, personalizzando controlli e trattamenti per migliorare gli esiti clinici e la qualità della vita.
Una scoperta che cambia la gestione clinica
Lo studio conferma come anche un tumore benigno possa avere conseguenze importanti sulla salute quando altera, seppur in modo apparentemente lieve, l’equilibrio ormonale dell’organismo.
La dimostrazione che la secrezione di cortisolo può cambiare nel tempo apre una nuova fase nella gestione dei tumori benigni del surrene, spostando l’attenzione dalla semplice osservazione radiologica a un monitoraggio endocrinologico continuo e personalizzato.
Per milioni di persone che convivono con un incidentaloma surrenalico, questa scoperta potrebbe tradursi in una diagnosi più accurata, una migliore prevenzione delle complicanze cardiovascolari e cure sempre più mirate.


