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Brescia. Cinque gladiatori della gru resistono, uno scende

BRESCIA –  Resistono senza paura gli immigrati, sfidando pioggia, freddo, e forze dell’ordine.

Barricati a 30 mt di altezza nel cantiere di piazza Cesare Battisti, si resiste come solo chi è abituato a difendere con unghie e con i denti la propria dignità. Una promessa, una illusione pagata a caro prezzo. Lo sborso di denaro eseguito da persone che già poco hanno, ma che non hanno indugiato a versare i pochi guadagni per la “sanatoria bufala”. Si sono fidati, hanno creduto, ci sono cascati. Ora reclamano il conto. Denunciano pubblicamente l’inganno.
Anche a terra, si combatte. Anche oggi, cittadini solidali, sono stati caricati dalle forze dell’ordine in equipaggiamento antisommossa e spinti in nome del decreto sicurezza del Ministro Maroni, che altro non è che un manganello implacabile che colpisce cittadini disarmati.
La paura delle autorità e dover creare il precedente. Forse peggio per il Governo dover regolarizzare troppi immigrati. Forse, meglio continuare a lamentarsi dei clandestini. È sicuro che queste persone hanno presentato regolare domanda di sanatoria, pagato quanto dovuto, e è per accedere a quanto promesso, soddisfatti i requisiti richiesti.
Purtroppo il sospetto che l’ombra Lega Nord non sia solo un’ombra c’è. Cresce il sospetto che sia più conveniente utilizzare mano d’opera clandestina, a bassissimo costo, che deve solo tacere, senza alcun diritto. Cresce il timore che il bisogno propagandistico di alcuni partiti, tolga la possibilità ad alcuni di vivere degnamente. Il potere a le sue vittime.

Gli extra comunitari in Italia sfiorano il 10%, l’11% del Pil è merito loro. 3,5% sono Titolari di imprese e pagano 7,5 miliardi di euro di contributi, e solo il 2% è pensionato. Sono cittadini giovani, lavoratori instancabili, di poche pretese. Nei cantieri lavorano sabato e domenica, nelle aziende notte e giorno. Nelle case, ininterrottamente.
I 6 gladiatori oggi, all’alba hanno dichiarato: “stiamo bene, e non molliamo”.

Rimane la questione dei viveri che è un vero braccio di ferro tra dimostranti e forze dell’ordine. Infatti, i ragazzi sulla gru rifiutano cibo inviato dalle forze dell’ordine, e accettano solo ciò che generosamente viene portato dai cittadini. Padre Toffari ha trovato la soluzione. I prossimi pasti saranno preparati e consegnati dalla Caritas indi da una persone di fiducia dei migranti.
Ieri i Vigili del Fuoco hanno tentato per la seconda volta di installare la rete di protezione. Tentativo fallito a causa del lancio di oggetti, degli occupanti della gru.
La diffidenza impera, e la rete, per i “gladiatori”, rappresenta l’anticamera di un blitz.

La sfiducia  è aumentata quando si è saputo che i ragazzi fermati, e portati in questura, si sono presenti questa mattina in tribunale con ecchimosi evidenti. Samir, telefonicamente, ha dichiarato: “fermato in strada lunedì verso le 6, caricato in un’auto e poi bastonato”. Samir ha anche dichiarato di essere stato portato in questura a Brescia e poi trasferito a Torino.
“Su una macchina solo senza gli altri fermati, con la minaccia di non pretendere un avvocato e di firmare tutte le carte senza protestare, pena l’immediato ritorno in Tunisia. Ho molta paura”.
Lo spropositato schieramento ad anello delle forze dell’ordine intorno al cantiere sta creando non pochi disagi ai residenti. Infatti, se la solidarietà di molti è indiscussa, altri, disturbati nella loro quotidianità, iniziano a detestare gli uomini della gru. E sempre la stessa storia, la guerra tra poveri fa comodo sempre, perché distoglie l’attenzione dai veri responsabili.
Oggi alle 15:35 uno dei 6 gladiatori si è arreso, è sceso ed è stato trasferito in questura. L’indiano di 27 anni è sceso di sua spontanea volontà. Il questore di Brescia Vincenzo Montemagno ha dichiarato: “l’immigrato è stato nutrito e ora si sta valutando la sua posizione”.

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