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Spending review. Monti annuncia i tagli

ROMA – Qualche giorno fa il Ministro per i rapporti con il Parlamento Piero Giarda, e il commissario, Enrico Bondi, erano presenti a Palazzo Chigi alla riunione del Comitato interministeriale per la Spending review. Oggi, è notizia che è in arrivo il taglio del 20% dei dirigenti di Palazzo Chigi e Mef (Ministero Economia Finanza). Per un importo di circa 10 miliardi, Fintecna, Sace e Simest alla Cassa Depositi e Prestiti, cesseranno entro un mese.

L’annuncio del premier Monti, avvenuto in conferenza stampa, spiega l’importanza di “dare un segnale – e di puntare a – misure molto incisive per quanto riguarda lo snellimento delle strutture. L’annuncio assicura: “vedrete anche componenti storiche dell’attività dello Stato che vengono soppresse e le loro funzioni accorpate con altre agenzie”. Questo provvedimento viene definito da Monti il primo di altri significativi. “Vi dovete aspettare nelle prossime settimane altri resoconti del lavoro di razionalizzazione e semplificazione dello Stato sia per quanto riguarda il perimetro delle sue, che per il costo delle sue attività”.
Consecutiva alla revisione di spesa, il Consiglio dei Ministri ha approvato il dl per la dismissione del patrimonio pubblico. In vendita Fintecna, Sace e Simest. L’operazione farà realizzare allo Stato 10 miliardi di euro. Il vice ministro Grilli è il qualificatore dell’operazione. I 10 miliardi sono destinati alla riduzione del debito pubblico con riacquisto di titoli di Stato, oppure, ai ritardati pagamenti delle imprese.
Con la Cassa Depositi e Presti gli immobili saranno valorizzati e venduti. Per il momento non è contemplata la vendita delle partecipate statali come Eni, Enel e Finmeccanica.
È prevista anche la nascita di un fondo immobiliare in cui saranno convogliati tutti gli immobili dello Stato e degli enti territoriali.
Saranno invece soppressi i Monopoli di Stato e l’Agenzia del Territorio poi incorporate nell’Agenzia delle Dogane e delle Entrate.

Ma, Cos’è la spending review?
La Spending review è un sistema che verifica la spesa pubblica, cioè controlla come/quanto l’amministrazione pubblica spende i denari.
Detta così pare indispensabile per un paese indebitato come il nostro.
Però… vagliare e toccare i capitoli di spesa di ogni ministero per valutare eventuali sprechi, e decidere cosa e/o quanto tagliare, in Italia è cosa davvero stramba.
La Spending review potrebbe evidenziare sprechi, inefficienze e acquisti indecenti della PA e forse eliminare qualche indecente privilegio. Che grande risparmio sarebbe per l’Italia. Che giusta salvezza.
Eppure, per salvare il paese in prima battuta si è optato per la strizzatura delle tasche dei cittadini. E come cercare di riempire d’acqua un secchio bucatissimo. Invece che tappare i buchi che disperdono, Monti ha aumentato l’erogazione del rubinetto. Strano metodo.

130 mila segnalazioni di sprechi e inefficienza
Il 29 maggio si è chiusa la consultazione pubblica sulla spending review in cui più di 130 mila cittadini e associazioni hanno scritto al Governo segnalando sprechi e inefficienze. Palazzo Chigi ha formato un gruppo di persone per vagliare l’enorme quantità di suggerimenti arrivati. Per ironia della sorte, il gruppo è stato un ulteriore costo.

Il governo di buoni propositi
Qualche dato emerge dal sito del Governo. La spesa pubblica italiana “rivendibile” è pari a circa 295 miliardi di euro. In futuro la stima della stessa scenderà a circa 80 miliardi. Il governo tecnico ritiene indispensabile ridurre la spesa di 4,2 miliardi per l’anno 2012, a cui ogni amministrazione pubblica deve concorrere. Sarebbe un alleggerimento per tutti. Infatti, il risparmio “potrebbe” evitare l’aumento dell’IVA di due punti.
I 4,2 miliardi devono realizzarsi entro 7 mesi (1 giugno – 31 dicembre 2012)… dicono. La data è già bruciata.

Tutti sono d’accordo …
Il Ministro Giarda da tempo spiega che: “risparmi e tagli agli sprechi, riguarda l’intero settore pubblico; dallo Stato al più piccolo dei comuni”.
Giorni fa i segretari generali delle categorie del pubblico impiego Cgi, Cisl-Fp e Uil-Pa, hanno incontrato il Ministro degli Interni Maria Cancellieri. A fine incontro, con una nota unitaria, rassicurano: “Prendiamo atto dell’intenzione di avviare un processo di riorganizzazione che razionalizzi la spesa senza alcuna riduzione dei livelli occupazionali e senza alcun indebolimento delle funzioni del Ministero”. In tal senso, il ministro si è impegnato ad aprire un confronto con le organizzazioni sindacali che potranno contribuire per la tutela dei lavoratori pubblici e dei cittadini.

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