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TARANTO – E’ durata circa sette ore l’udienza camerale del Tribunale del riesame che doveva decidere sul ricorso presentato dalla difesa di Sabrina Misseri per ottenere la scarcerazione o in alternativa una misura cautelare meno rigida.

La prima sezione del Tribunale, presieduta da Alessandro De Tommasi, relatore Massimo De Michele a latere Benedetto Ruberto, avrà tempo adesso fino a domani per prendere la sua decisione e liberare Sabrina Misseri, così come richiedono gli avvocati difensori Vito Russo ed Emilia Velletri, oppure confermare la detenzione preventiva in carcere così come chiedono il procuratore aggiunto Pietro Argentino e il sostituto Mariano Buccoliero. All’esame dei giudici, i nuovi atti prodotti dalla Procura e dai legali di Sabrina, ed in particolare la sintesi della perizia effettuata dal medico legale, prof. Luigi Strada, sui resti della 15enne di Avetrana. I primi accertamenti, però, allevierebbero la responsabilità di Michele Misseri, il contadino che si era auto accusato dell’omicidio della nipote per poi ritrattare chiamando in causa la figlia.

LA PERIZIA – È stata ammazzata in due, tre minuti al massimo con una cintura unisex alta circa 2,6 centimetri con cuciture laterali. E secondo la perizia redatta dal professor Luigi Strada, associato di medicina legale dell’Università di Bari, incaricato dalla Procura della Repubblica di Taranto di effettuare l’autopsia, l´assassino di Sarah non sarebbe suo zio Michele.
«Abbiamo invitato il Misseri – scrive il medico – a ripetere le modalità con cui ha aggredito Sarah fornendogli un foulard arrotolato a mo’ di fune». L´uomo a quel punto si sarebbe mostrato talmente impacciato da convincere Strada che l´assassino non è lui. «Solo alla fine – scrive ancora il medico – dopo aver avuto suggerimenti dal sottoscritto, il Misseri riesce a posizionare il foulard in modo corretto pur effettuando uno scambio di mani sulle due estremità che mettono in dubbio la presa e la rapidità di azione di un evento omicidiario».
Né la cintura che secondo gli inquirenti è l´arma del delitto coincide con quella indicata da Misseri. Inoltre Michele non conosceva la dinamica del delitto. E non ci sono elementi per provare la violenza sessuale.

LA CONTROPERIZIA – La ricostruzione è stata però fortemente contestata dal medico legale nominato dalla difesa dei Misseri, Enrico Risso. La controperizia presentata dai legali di Sabrina Misseri, Vito Russo ed Emilia Velletri, punta sul fatto che non sarebbero i segni delle cuciture quelli individuati dal professor Strada e che per compiere il delitto è servita molta forza, tanta da non essere compatibile con quella di Sabrina.
Fra le consulenze depositate ieri dalla difesa anche quella della psicologa Cinzia Gimelli che esprime forti dubbi sulla testimonianza di Misseri e sul metodo usato dai magistrati negli interrogatori. In particolare, è stata contestata la presenza della criminologa Roberta Bruzzone, che secondo la difesa non aveva titolo a partecipare all’interrogatorio, ma soprattutto non poteva fare domande e suggerire risposte allo stesso Michele Misseri.
Il collegio difensivo aveva già consegnato nella precedente udienza di martedì scorso i risultati di indagini difensive contenenti cinque testimonianze che minerebbero – secondo i difensori – la credibilità di Michele Misseri e di Mariangela Spagnoletti.

L’INCIDENTE PROBATORIO – Si è appreso, inoltre che, Sabrina Misseri, potrà solo presenziare all’incidente probatorio con interrogatorio del padre Michele previsto per il prossimo 19 novembre davanti al gip del Tribunale di Taranto Martino Rosati, ma non potrà in alcun modo intervenire o interloquire.

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