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ROMA – ll Pd ha presentato, alla Camera, insieme all’Idv la mozione di sfiducia contro il governo. Il capogruppo alla Camera Dario Franceschini ha scritto al presidente della Camera Gianfranco Fini per chiedere di convocare subito una capigruppo che calendarizzi il voto sulla mozione.

Questo il testo della mozione Pd-Idv, con le prime firme di Franceschini e Donadi: «La Camera, preso atto che il Governo non ha più il compiuto sostegno dell’originaria maggioranza, considerato che la permanenza in carica dell’esecutivo non consente di affrontare e risolvere alcuno dei gravi problemi del Paese, esprime ai sensi dell’articolo 94 della Costituzione, la propria sfiducia al Governo».

«A norma di regolamento le Camere sono autonome» e quindi il voto sulla mozione di sfiducia al governo, presentata da Pd e Idv, potrebbe essere calendarizzata anche durante i lavori al Senato sulla Finanziaria, quindi prima del via libera del Parlamento alla manovra. Lo spiega Rosy Bindi del Pd ai cronisti che chiedono quando potrebbe essere votata la mozione di sfiducia al governo. Una tempistica che andrà valutata. Il Pd, a quanto viene riferito da fonti parlamentari, auspica infatti che il voto alla Camera preceda quello sulla mozione a sostegno del governo annunciata dal Pdl al Senato. La certificazione della sfiducia a Montecitorio potrebbe infatti ‘invogliarè i senatori delusi del centrodestra a fare un passo avanti. Comunque vadano le cose, «anche se si partisse dal Senato, noi chiederemo che si voti anche alla Camera», aggiunge Bindi. Anche perchè la certificazione di non avere più la maggioranza anche in un solo ramo del Parlamento aprirebbe comunque la crisi: «Vi ricordo che Prodi aveva la maggioranza alla Camera, ma è bastata la sfiducia al Senato per farlo cadere».

Il segretario dell’Udc Cesa ha dichiarato che sul voto riguardante la sfiducia al governo “concerteremo valutando la posizione dei gruppi parlamentari di Fli e Api”. Pierluigi Bersani, segretario dei democratici, ha dichiarato: “Il centrodestra sta veramente traccheggiando. Da mesi c’è una crisi tra il governo e il Paese. Ne devono prendere atto e bisogna cambiare orizzonte e fase». Il governo, sostiene il leader Pd, deve «venire in Parlamento e rimettersi alla Costituzione, perchè finchè non ci sarà la costituzione di Arcore, Berlusconi deve attenersi a questa”

Pdl chiede la fiducia al Senato

La contromossa dei berlusconiani non si è fatta attendere. «Immediatamente dopo il ritiro dei ministri del Fli, suggerirei che Berlusconi vada in Senato, impegnato nella sessione di bilancio, a chiedere la fiducia. Se non viene riconfermata la strada per noi sarebbero solo le elezioni, anche se sarebbe da irresponsabili». Così il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi in un’intervista a Repubblica. «Sarebbe da irresponsabili non approvare la manovra di stabilità alla quale sta lavorando il Senato, e una maggioranza autonoma a Palazzo Madama darebbe un messaggio politico forte. Dopo potremmo verificare se quella maggioranza c’è anche alla Camera», spiega Lupi, che definisce «assurdo» un governo tecnico. Per l’esponente del Pdl, «Fini chiedendo le dimissioni del premier e un suo fantomatico reincarico punta a eliminarlo politicamente. Se vogliono sfiduciarci lo facciano in Parlamento. Se invece c’è una proposta vera per migliorare l’azione di governo, venga fatta chiaramente». Più tardi arriva una nota ufficiale del Pdl, con la quale si conferma che il gruppo del Pdl al Senato ha deciso di predisporre il testo di una mozione parlamentare a sostegno dell’azione del governo. Gasparri chiederà la calendarizzazione alla conferenza dei capigruppo «in tempi che non intralcino l’approvazione del documento di bilancio e della legge di stabilità». Sembra più una mossa disperata che altro, contando sul fatto che il governo ha ancora una maggioranza nella Camera alta.

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