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Sequestro area Expo. Indagata dirigente del Comune di Milano

MILANO – È stata chiesta da pm Paola Pirotta e da alfredo Robledo, la convalida del sequestro d’urgenza per l’area di 300mila mq nella periferia ovest di Milano.

L’area interessata dal provvedimento era l’ex discarica di Biscegli. Nel 2009 il comune di Milano aveva autorizzato la bonifica. Bonifica che, dalle indagini del pm, non è stata eseguita. Infatti si parla di “omessa bonifica” di un appezzamento in cui si stima un totale di 1 milione e 800 mila metri cubi di rifiuti sepolti. Le sostanze prevalentemente tossiche hanno inquinato gravemente la falda acquifera.
La zona era ritenuta interessante dall’amministrazione Moratti ed era stata inserita nel grande progetto Expo, e idonea per la riqualificazione dei parchi a ovest del milanese.  

Sono indagati per avvelenamento delle acque, omessa bonifica e gestione di discarica  Annalisa Gussoni, responsabile del Comune per i Servizi di bonifica;  Achille Rossi, responsabile dei Piani esecutivi per l’edilizia;  Paolo Perfumi, responsabile delle bonifiche dell’Arpa, e i rappresentanti delle società coinvolte: Oreste Braga di Antica Pia Acqua Marcia e Ernesto Boccalatte di Residenza Parchi.
Nelle indagini della Procura Milanese è emerso che la bonifica non fu fatta per costi elevati, 165 milioni di euro (700 euro al mq), costo che supera di gran lunga il valore di mercato dell’appezzamento stesso, (120 euro al mq).
Ciò che la procura milanese, probabilmente, sottolinea e contesta è il mancato rispetto di quei criteri prioritari, individuati dal quadro attuativo per gli interventi finalizzati alla tutela dell’ambiente e del territorio, di alterazioni dei fattori ambientali connessi al rischio per la salute umana, attraverso un’analisi dei parametri previsti dal d.m. 471/1999.

In particolare:

  • concentrazioni di sostanze chimiche di interesse per effetti rilevanti nel suolo e nel sottosuolo, per tossicità, persistenza e mobilità ambientale non accettabili in relazione alla specifica destinazione d’uso dei siti;
  • concentrazioni di sostanze chimiche di interesse per effetti rilevanti nelle acque sotterranee e superficiali, per tossicità, persistenza e mobilità ambientale non accettabili in relazione all’utilizzo delle risorse idriche;
  • accumulo e stoccaggio di rifiuti e materiali pericolosi, vasche e serbatoi fuori terra o interrati, pozzi disperdenti, cumuli di rifiuti in contenitori o dispersi, tubature e fognature.

In data 27 giugno 2006 la regione Lombardia, ha approvato con deliberazione n. 2838 in materia di “Bonifica di siti contaminati”  le “norme in materia ambientale”, documento che, in coerenza con i principi di efficienza, trasparenza e semplificazione disciplina le modalità d’esercizio delle competenze e delle procedure di bonifica sul territori.
Queste disposizioni, adottate dalla Regione, oltre che dare indicazioni amministrative/procedurali, forniscono direttive puntuali per la realizzazione delle bonifiche. Probabilmente queste “regole” sono state by-passate per ignoti motivi.

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