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Ateneo di Tor Vergata: proseguono le mobilitazioni studentesche. Le foto

ROMA – Gli studenti che dal 29 novembre stanno occupando le facoltà di Scienze, Lettere e Filosofia della seconda Università di Roma hanno organizzato un lungo corteo che ha paralizzato per diverse ore un’ampia zona di Cinecittà Est, Anagnina, Tuscolana e Torre Maura.

Insieme a loro, decine di studenti provenienti dai due istituti superiori “Pertini” e “Amaldi”. In centinaia si sono ritrovati presso la facoltà di Scienze per partire alla volta del Rettorato e poi invadere le maggiori arterie bloccando il traffico.
All’estrema periferia di Roma, a un’ora e mezza dal centro della città , siamo andati a vedere cosa accade all’interno delle occupazioni, cosa vogliono, per cosa protestano e come si organizzano i ragazzi e le ragazze che studiano e, spesso, già lavorano precariamente.

Ci spiegano che questa protesta nasce dal 2008, quando per 50 giorni e 50 notti alcuni di loro organizzarono l’occupazione della facoltà di Lettere, sempre tra protesta e proposte, che culminarono con cortei di migliaia di persone, la clamorosa contestazione a Italo Bocchino, lo spettacolo di Ascanio Celestini in auditorium e un’assemblea nazionale con studenti provenienti da Padova, Milano, Napoli, Firenze, Pisa e Cosenza.

Le lezioni non sono bloccate ma numerosi ricercatori si sono rifiutati di fare i corsi per protestare anche loro contro il disegno di legge Gelmini: si tratta di circa il 40% del totale.
A Scienze,  invece, per due settimane agli inizi di ottobre non hanno fatto lezione neanche i docenti, in solidarietà ai precari della ricerca. I ragazzi hanno sacchi a pelo e tende, occupano gli spazi comuni della facoltà di Lettere mentre a Scienze c’è un’intera zona, comprese alcune aule, che viene tenuta occupata anche di giorno.
“Umanisti” e “scienziati” uniti quindi per combattere contro i tagli, che significano più tasse, il blocco del turn-over al 20% che diminuisce la qualità della didattica e accentra il potere nelle mani di pochi baroni, contro l’ingresso dei privati nel CdA e la fine di ogni speranza per chi volesse intraprendere la strada della ricerca.

Di giorno si svolgono le varie iniziative, tra cui diversi corsi autogestiti “Senza dare crediti a nessuno, perché siamo contro anche le precedenti riforme che hanno smantellato il sapere e lo hanno ridotto a una merce di scambio”, come tengono a precisare con chiaro riferimento alla “3+2” di Zecchino-Berlinguer, alla Moratti e perfino la Ruberti che provocò mobilitazioni simili in tutta Italia oltre 20 anni fa, note sotto il nome del “Movimento della Pantera”.
Insomma, ragazzi e ragazze ben consapevoli di quello che stanno facendo e che ieri sera hanno esultato alla notizia dello slittamento del voto sulla legge Gelmini al Senato: infatti, il Ministro dell’Istruzione puntava apertamente a far approvare il suo progetto prima del voto di fiducia già fissato da tempo per il 14 dicembre ma la conferenza dei capi-gruppo lo ha posticipato e non è detto che il Governo esisterà ancora tra due settimane.

Anche se non intendono fidarsi dei “giochi di Palazzo” perché non ripongono fiducia nei partiti, né di maggioranza né di opposizione e per questo continueranno le occupazioni decidendo di volta in volta quali azioni intraprendere.

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