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Governo Berlusconi. Passa la fiducia scoppia la rivolta sociale. I video

ROMA – Berlusconi per soli tre voti è riuscito ad ottenere la fiducia anche alla Camera, ma fuori dal Palazzo del potere è scoppiata la protesta. Anzi, abbiamo assistito ad una vera e propria rivolta popolare, quale risultato della devastazione dello stato sociale a cui il “berlusconismo” ha largamente contribuito.

In piazza non c’erano solo gli studenti contro il Ddl della Gelmini, ma anche i lavoratori della Fiom, il Popolo Viola, i terremotati dell’Abruzzo, i cassaintegrati, i disoccupati e tantissimi uomini e donne di tutte le età, esasperati da questo governo che oltre ad ignorare i loro problemi continua a farsi beffa degli italiani dicendo che va tutto bene. A sfilare per la prima volta erano presenti addirittura le brigate Monicelli, che prendono il nome dal regista recentemente scomparso, il quale durante le sue ultime interviste aveva espresso chiaramente la necessità di liberare il paese da questa classe politica  incapace di guardare oltre ai propri interessi personali.
La capitale nonostante il forte dispiegamento di forze e i divieti imposti nelle zone rosse, che ricordano le tragiche giornate del 2001 a Genova, è stata messa a ferro e fuoco. Episodi che non avvenivano da molti anni, ha detto il sindaco Gianni Alemanno. Ed è vero. Ma anche le problematiche di oggi  sono talmente palpabili, quanto basta perchè la società civile si senta sempre più prigioniera di un sistema politico sordo alle urla di un popolo  vessato, che chiede solo di essere partecipe alle importanti scelte di questo paese portato alla deriva. Scelte, tra l’altro, che li riguardano da vicino e a cui non è più possibile sottrarsi passivamente.

Abbiamo assistito ad assalti in piena regola, a barricate da guerriglia urbana, a cassonetti dati a fuoco, bombe carta lanciate contro i blindati,   fino al lancio di san pietrini e fumogeni. Immagini agghiaccianti come non si vedeva dai cosiddetti anni della rivolta studentesca negli anni ’70. Ben presto Via del Corso e Piazza del Popolo si sono trasformate in un campo di battaglia con tanto di barricate, dove si sono consumati violenti scontri tra manifestanti e forze dell’ordine. Nelle altre zone non è andata meglio, anzi la rabbia è salita subito dopo il tam-tam diffuso sull’esito della  fiducia ottenuta dal governo per soli tre voti.   Il grande corteo composto da migliaia di giovani, centomila secondo gli studenti, era partito alle 10 da Piazzale Aldo Moro, ma verso il centro tutti gli accessi erano stati bloccati innalzando ulteriormente il clima di tensione. A via degli Astalli, la strada che porta a Palazzo Grazioli sono stati lanciati sacchetti dell’immondizia e qualche minuto più tardi nelle vicinanze di Via Delle Botteghe Oscure uno dei manifestanti è rimasto ferito e trasportato ancora sanguinante al Pronto Soccorso. Ma i feriti sarebbero molti di più secondo i manifestanti almeno un centinaio. Inoltre una cinquantina di loro sarebbero in stato di fermo presso le Questure romane.

La protesta non ha riguardato solo la capitale. Le manifestazioni si sono registrate praticamente in tutte le maggiori città italiane.
Anche Milano ha vissuto momenti di grande tensione, dopo che alcuni studenti hanno fatto irruzione in piazza Affari all’interno della sede della borsa, dove è stato esposto uno striscione con scritto: “Siete un’accozzaglia di affaristi razzisti, dovete darci il denaro”. E poi lanci di uova e vetrine imbrattate contro la sede del Pdl a Milano e alcuni istituti di credito, tra i quali quello della banca Mediolanum.
Tra piazza Fontana e via Larga, invece, un gruppo di manifestanti dei centri sociali, dopo aver raggiunto la manifestazione ha lanciato uova e qualche sasso contro le forze dell’ordine. I giovani hanno provato ad avanzare  tenendo in mano alcuni palloncini pieni di vernice, ma sono stati respinti. A Bari gli studenti hanno occupato i binari presso la stazione principale causando diversi rallentamenti. A Torino è stato occupato  l’Ufficio scolastico regionale di via Pietro Micca  che già questa mattina era stato bersagliato da lanci di uova. A Firenze c’è stato un presidio sotto la sede della prefettura.

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