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Scontri a Roma. Gasparri, l’uomo che definì il Csm una “cloaca” invoca gli arresti preventivi

ROMA – Maurizio Gasparri, indignato per il rilascio dei giovani manifestanti arrestati lo scorso 14 dicembre durante gli scontri nella capitale, propone la linea dura.

E questa volta lo fa tirando in ballo addirittura il 7 aprile del 1979 (non 1978 come il ministro erroneamente pronuncia), giorno in cui avvenne la maxi retata su tutto il territorio nazionale per stanare i brigatisti rossi, con perquisizioni e arresti sommari che portarono centinaia di persone dritte in galera. Infatti all’epoca molte delle accuse mosse contro i dirigenti dei gruppi extraparlamentari, quali Autonomia Operaia e Potere Operaio si rivelarono inconsistenti. Tuttavia secondo l’allora sostituto procuratore di Padova Pietro Calogero, che aveva coordinato l’operazione, era necessario a tutti i costi fermare le Brigate Rosse. Basta ricordare una delle sue frasi emblematiche per capire la proporzione di questa operazione di polizia che comunque si è esplicata in un periodo davvero difficile: “Visto che non si riesce a prendere il pesce, bisogna prosciugare il mare …”
Evidentemente la massima  deve aver ispirato  il presidente dei senatori del Pdl: “Invece delle sciocchezze che vanno dicendo i vari Cascini e Palamara, qui ci vuole un Sette aprile” ha invocato Gasparri quasi avesse scoperto la panacea di tutti i mali.
E poi ha aggiunto: “Qui serve una vasta e decisa azione preventiva”.  Perchè – secondo Gasparri – i responsabili delle azioni violente  sono i centri sociali e quelli della sinistra, i quali – sempre secondo l’ex missino – avrebbero  mentito per coprire i violenti, parlando di infiltrati. Insomma tutte bugie.

Inutile dire che la posizione intransigente e autoritaria dell’esponente destroide ha subito provocato un coro di polemiche. Probabilmente anche all’interno del suo partito, visto che nessuno l’ha sostenuto apertamente, nemmeno il fumantino ministro La Russa, il quale  ha precisato che le leggi già esistono.  
Di un annuncio fascista parla invece Nichi Vendola, secondo il quale la politica  deve ascoltare non la violenza ma la richiesta di ascolto  che viene dalla piazza. Una prassi a cui questo governo non si è mai abituato. Il comportamento di Ignazio La Russa nella scorsa puntata di Annozero  è la prova tangibile di quali siano le capacità d’ascolto di questa maggioranza, anche nella situazione drammatica in cui versano gli italiani.

Sulla proposta di Gasparri è intervenuto anche Valerio Onida, presidente emerito della Corte Costituzionale: “Nel nostro sistema costituzionale l’arresto può essere legato solo alla già avvenuta commissione di un reato e quindi può essere un arresto preventivo al giudizio, ma non certo alla commissione del reato”. Poi il magistrato dice che “Gasparri sembra riferirsi a casi di persone già coinvolte in atti cospirativi o in concrete preparazioni di fatti delittuosi. Considerare, faccio un esempio, tutti i frequentatori dei centri sociali come coinvolti in atti cospirativi, mi sembra una ipotesi assurda. E comunque ipotesi di questo tipo al limite dovrebbe farle la magistratura, non un politico». Ma non è tutto: “Trovo inoltre che il richiamo a tempi in cui c’era una regressione di tipo militare, con le Br e via dicendo, oggi sia del tutto fuori luogo”.
Meno tenera la posizione di Di Pietro. Il leader dell’Idv non ha dubbi: “Le parole di Gasparri confermano soltanto la volontà del governo e di questa maggioranza di imporre il modello fascista. Gli arresti preventivi – aggiunge – sono le misure tipiche del Ventennio, di cui evidentemente gli esponenti del Pdl sono nostalgici. Certe affermazioni sono pericolose, alimentano un clima di odio e servono a questo governo per nascondere la sua inadeguatezza ad affrontare i problemi del Paese. Adesso basta! Non si scherza con il fuoco”.

Insomma Gasparri ha sollevato un polverone con le sue fantasiose proposte, facendo l’ennesima battuta grave e assurda. E da che pulpito è arrivata visto che l’ex Fronte della gioventù nonchè un tempo militante nella Fuan-Destra universitaria solo due anni fa aveva definito il Consiglio Superiore della Magistratura un “cloaca”.

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