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Belpietro: “Attentato a Fini per incolpare Berlusconi”. Indagini di tre Procure

MILANO – Il direttore di Libero, Maurizio Belpietro, scrive in un editoriale di un progetto di attentato al presidente della Camera, Gianfranco Fini, e tre procure, Trani, Bari e Milano, aprono un fascicolo di inchiesta per fare chiarezza. La prima procura ad annunciare una indagine conoscitiva è stata quella di Trani, che ha aperto un fascicolo senza ipotesi di reato, essendo competente per territorio.

Secondo l’editoriale di Belpietro, infatti, l’attentato sarebbe stato programmato ad Andria, uno dei tre capoluoghi della nuova provincia pugliese di Barletta-Andria-Trani, in occasione di una visita istituzionale del presidente della Camera nella prossima primavera. L’ipotesi del direttore di Libero è che chi vorrebbe colpire Fini «si sarebbe rivolto a un manovale della criminalit… locale, promettendogli 200.000 euro». Il prezzo – riporta Libero – comprenderebbe «il silenzio sui mandanti, ma anche l’impegno di attribuire l’organizzazione dell’agguato ad ambienti vicini a Berlusconi, cos da far ricadere la colpa sul presidente del Consiglio». Lo scopo dell’attentato, nel quale Fini dovrebbe essere ferito lievemente, sempre secondo Libero, sarebbe quello di condizionare le elezioni che presumibilmente si terranno in primavera. Appresa la notizia, il procuratore di Bari, Antonio Laudati ha preso contatti con il collega tranese, Carlo Maria Capristo, aprendo a sua volta un fascicolo perchè, nel caso di attentati ad alte cariche dello Stato, la competenza è della Procura distrettuale antimafia che ha sede nel capoluogo. L’altra inchiesta sul presunto attentato, al momento senza ipotesi di reato n‚ indagati, è stata aperta dalla procura di Milano, città in cui il quotidiano Libero viene pubblicato. Il procuratore aggiunto, Armando Spataro, che è a capo del pool antiterrorismo, ha ascoltato nel pomeriggio per un paio d’ore Maurizio Belpietro in relazione a quanto da lui scritto nell’editoriale. All’uscita dagli uffici della Procura Belpietro si è limitato a dire ai cronisti di aver riferito al magistrato «ci• che ho scritto». Intanto, secondo i primi accertamenti compiuti presso la Presidenza della Camera, al momento non è in programma alcuna visita del presidente Gianfranco Fini ad Andria.

Monta la polemica

L’editoriale di Belpietro ha provocato, come c’era da attendersi, un vespaio di polemiche. Durissimo il giudizio di Italo Bocchino: “L’editoriale odierno di Maurizio Belpietro rasenta una patologia che riguarda certa stampa e qualche giornalista in particolare. Per far felice l’editore di fatto del suo quotidiano Belpietro ipotizza un attentato che ferisce Fini per danneggiare Berlusconi. Una tesi folle frutto di menti folli che la dice lunga sullo scadimento di certo giornalismo italiano. Se la storiella dell’attentato è ridicola quella della prostituta modenese è ancora peggio e il tutto dovrebbe consigliare una vacanza al direttore di Libero. Se poi insiste per saperne di più di falsi attentati può chiedere al suo caposcorta e se vuole notizie su donne a pagamento deve rivolgersi ad altri palazzi della politica, certamente diversi da Palazzo Montecitorio”.

Mentre Fini tace in procinto di partire per mari lontani, i futuristi si schierano a falange macedone in sua difesa. E ritirano fuori dal cassetto il ‘metodo Boffo’ e l’attentato dai contorni non chiari allo stesso Belpietro, nei mesi scorsi. “È facile prevedere che anche la nascita del nuovo Polo politico dei moderati sarà accompagnata dal dossieraggio della stampa padronale e parastatale” preconizza Carmelo Briguglio. “Belpietro confonde il Natale con il Carnevale”, chiosa Giuseppe Consolo. “Proietta una sua ossessione: che tutti siano oggetto di attentati o che addirittura vadano in giro a procurarsene uno”, è la spiegazione di Antonio Buonfiglio. Enzo Raisi si indigna e ricorda “la conferenza stampa di fine anno del Presidente Berlusconi che annunciava quattro buoni motivi per cui il Presidente Fini si sarebbe dovuto dimettere, da rivelare nelle settimane a seguire”. E Aldo Di Biagio: “L’editoriale è carta straccia, degno della peggior stampa di regime che cerca di plagiare le menti degli italiani”. Per il portavoce di Fli Benedetto della Vedova “se fossimo in un paese serio, a Belpietro dovrebbe pensare l’ordine dei giornalisti”, mentre per quello del Pdl Daniele Capezzone i futuristi danno prova di “doppiopesismo”, perchè oggi sparano a zero su Belpietro e Feltri mentre in passato hanno difeso “l’antiberlusconismo ossessivo” di altre testate. “E ora boicottiamo Libero”, è infine l’idea che lancia dal sito di Generazione Italia il leader giovanile, Gianmario Mariniello.

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