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Caso Battisti – Sostiene Tabucchi che gli ‘intellos’ francesi si comportano come Berlusconi

ROMA – Chi si ricorda del magnifico film ‘Sostiene Pereira’, tratto dall’omonimo romanzo di Antonio Tabucchi, non si meraviglierà della sua ribellione agli intellettuali francesi i quali si sono schierati in gran numero contro i giudici italiani che chiedono al Brasile l’estradizione di Battisti già condannato in contumacia per alcuni omicidi.

Chi si ricorda del personaggio di Pereira, nato dalla fantasia di Tabucchi, avrà conservato nella memoria la sua tacita ribellione contro i carnefici fascisti che avevano ammazzato sotto i suoi occhi un ragazzo che aveva la sola colpa di non essere fascista.

Anche stavolta Pereira-Tabucchi si ribella sostenendo che i “pensatori mediatici” francesi sono “ispirati da una concezione piccoloborghese del superuomo, un “nitzschéisme” di basso livello e mal interpretato”. Chiarisce senza ombra di dubbio che se Battisti, colpevole di delitti odiosi che l’avrebbero dovuto escludere dalla vicinanza di Mitterand, ne ha invece approfittato, è perché è una sordida spia che ha sempre collaborato “con i servizi francesi, ai quali vende tutto quello che sa sul terrorismo internazionale”. Tabucchi fa anche i nomi, di questi maître à penser che hanno “santificato” un criminale, contestando puntualmente le loro argomentazioni. Questi ‘grandi intellettuali sono nell’ordine, Bernard-Henry Lévy, Fred Vargas e Philippe Sollers.

Bernard-Henry Lévy “ che sul suo blog ha messo l’immagine del signor Battisti accanto a quella dell’iraniana condannata alla lapidazione, Sakineh, dovrebbe riflettere sull’irresponsabilità che dimostra”. Gli ‘intellos’ francesi sostiene Tabucchi, “non sanno che i magistrati hanno fatto arrestare un gran numero di mafiosi, di terroristi e di politici corrotti. E non sanno che molti di questi magistrati hanno pagato con la vita. E, evidentemente, non sanno che il signor Berlusconi, dal suo arrivo al potere, a definito la magistratura “un cancro da eliminare”. E, dal suo punto di vista, essa è veramente un pericolo, perché la magistratura in Italia è indipendente e non obbedisce al guardasigilli come in Francia”. Quindi, sostiene Tabucchi difendere in questo modo Battisti attaccando i giudici italiani significa  comportarsi esattamente come Berlusconi”.  

Bernard-Henry Lévy e gli ‘intellos’ francesi  non sono nuovi queste levate di scudi per difendere la loro ‘sacra cultura’ che, come sostiene Tabucchi, crea eroi, idoli e dogmi mischiando sterco e fango. È di pochi mesi fa la irosa reazione di Lévy contro Michel Onfray colpevole di lesa maestà nei confronti di Freud per aver demolito il cosiddetto ‘scopritore dell’inconscio’ con il suo libro  ‘Crépuscule d’une idole’. Irosa reazione che servì solo a riempire le pagine dei giornali, scopo principale, se non unico, degli intellettuali, perché già un anno prima un’opera collettanea, ‘Libro nero della psicoanalisi’ a firma di quaranta autori tra storici, filosofi, medici e ricercatori, aveva già abbattuto i cardini delle ‘teorie’ di Sigmund Freud.

Tabucchi demolisce anche la cattiva coscienza di Fred Vargas, la giallista che ha fatto della libertà di Battisti una ragione di vita. Sostiene Tabucchi che la Vargas critica le leggi italiane sui pentiti, “ma ha dimenticato “Nathalie Ménigon, paraplegica dopo il 1996 dopo due attacchi cerebrali”, la quale “ha aspettato fino al 2008 nella prigione di Bapaume per ottenere la semilibertà”, ed anche Georges Cipriani, rinchiuso dopo il 2001 nell’ospedale psichiatrico di Sarreguemines per ben dieci anni. 
Infine demolisce  Sollers, che parla del terrorismo italiano come se si fosse trattato d una “guerra civile”. Questa presunta guerra civile, sostiene Tabucchi,in Italia non c’è mai stata “e i brigatisti, che qualche intellettuale francese continua a vedere come degli eroi romantici, erano degli assassini che sparavano alla schiena dei magistrati, dei giornalisti, degli intellettuali e dei poliziotti”.

Insomma una bella sferzata a  questi ‘maître à penser’  che sono soliti difendere la loro ‘cultura’ fondata sul nulla e sulla negazione dell’essere umano, come quando, sull’onda del ’68, e delle cosiddette liberazioni dai vincoli borghesi, Jean-Paul Sartre, Simone de Beauvoir, Michel Foucault, Jack Lang, futuro ministro francese, firmarono una petizione in cui si chiedeva la legalizzazione dei rapporti sessuali con i minori. A quanto pare, gli ‘intellos’ francesi non hanno perso il vizio.

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