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Emilia Romagna. Parte il progetto per lo sviluppo in Senegal

BOLOGNA – Un progetto rivolto sia a imprenditori italiani interessati al Senegal sia a migranti senegalesi residenti in Italia.

Con l’obiettivo di favorire lo sviluppo delle piccole e medie imprese nel Paese africano, valorizzando il potenziale rappresentato dalla comunità senegalese italiana (8800 i residenti in Emilia Romagna). È ‘Investir au Sènègal’ dell’associazione bolognese ‘Africa e Mediterraneò, progetto finanziato all’interno del programma ‘Plaseprì, piattaforma di risorse e assistenza tecnica realizzata dai due governi, italiano e senegalese. ‘Investir au Sènègal’ è stato presentato oggi alla Regione; hanno partecipato Teresa Marzocchi, assessore regionale alle Politiche sociali, Tafsir Mbaye, responsabile del programma Plasepri, Andrea Marchesini Reggiani, presidente della cooperativa ‘Lai-momò, e il senatore Giovanni Bersani, fondatore e presidente onorario dell’ong Cefa, da sempre impegnato in progetti di sviluppo per l’Africa.

 

«Lavorare con altri, con altre esperienze e mondi diversi è una grande ricchezza . Abbiamo bisogno – ha commentato l’assessore Marzocchi – di confrontarci, di capire, e al tempo stesso di innovare sempre di più i nostri servizi. Di aprire i confini». L’assessore ha parlato inoltre dell’immigrazione come della «grande sfida di questi tempi. Spesso, purtroppo, in Italia è sinonimo di problema, di paura; vorrei condividere con voi – ha concluso Marzocchi, rivolgendosi ai presenti – il tentativo di trasformare questa lettura: perchè immigrazione vuol dire risorsa, ricchezza». Il programma Plasepri prevede un finanziamento a ‘credito di aiutò del governo italiano al governo senegalese di 20 milioni di euro e un finanziamento ‘a donò di 3 milioni e 700mila euro. Il governo senegalese contribuisce a sua volta con un apporto di 350mila euro. L’obiettivo specifico è aumentare il volume di investimenti produttivi da parte delle piccole e medie imprese in modo da offrire opportunità d’impiego in Senegal, soprattutto nelle regioni a più forte emigrazione, in un’ottica di sviluppo sostenibile del Paese, nel pieno rispetto dell’ambiente e dei diritti umani.

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