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Federalismo. I comuni dicono no. Bossi minaccia il voto

ROMA – Più chiara di così l’Anci, la Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, oggi proprio non poteva essere.

Il presidente, Sergio Chiamparino, al termine dell’Ufficio di presidenza di questa mattina, secondo quanto si legge proprio sul sito dell’associazione ha affermato:
”Il testo del decreto sul federalismo municipale, cosi’ come ci e’ stato presentato, non e’ condivisibile, troppi i punti critici che richiedono un ulteriore approfondimento. Preghiamo il governo di apportare gli opportuni chiarimenti quanto prima”.
“L’Anci non ha responsabilità di governo, quello che offre – ha poi proseguito il presidente dell’Associazione – e’ un percorso istituzionale; non possiamo fare la stampella ne’ per la crisi ne’ per le elezioni anticipate”.  Chiamparino ha infine spiegato che ora “ci sono due strade: riaprire il confronto istituzionale o andare avanti senza che il governo tenga conto delle richieste dei Comuni. Mi auguro che queste proposte vengano fatte oggetto di attività emendative”.

Ed anche l’opposizione dice no al progetto, il Capogruppo dell’Italia dei Valori in Senato, Felice Belisario, componente della Commissione bicamerale sul federalismo ha dichiarato: “’L’Anci conferma le ragioni della nostra posizione: questa proposta di federalismo municipale e’ inaccettabile perche’ lede l’autonomia degli enti locali, non realizza un’equa distribuzione delle risorse e penalizza in particolare le realta’ piu’ svantaggiate. Il testo e’ stato presentato con troppa impazienza: e la fretta, si sa, e’ cattiva consigliera”.

Mentre la parlamentare di Api Linda Lanzillotta ha dichiarato :”Vedo con soddisfazione che alla fine anche l’Anci ha riconosciuto che, come noi dicevamo da tempo, il decreto sul federalismo municipale non ha nulla di federalista, tradisce lo spirito della legge 42 e dell’art. 119 della Costituzione, non garantisce la perequazione e prelude ad un aumento di tasse e balzelli”. La Lanzillotta invita poi il Governo a “fermarsi e correggere radicalmente il provvedimento se non vuole solo una bandierina da sventolare ma e’ interessato, come noi siamo, ad approvare una vera riforma che si fondi sull’autonomia e sulla responsabilita’ degli enti locali”.
Dello stesso tenore le dichiarazioni di Davide Zoggia, della segreteria del Partito Democratico e responsabile Enti locali: “Sono convinto che i sindaci italiani vogliano l’autonomia fiscale perche’ essa permette loro di far fronte in modo piu’ efficace alle esigenze delle famiglie e delle imprese, e anche di essere giudicati sulle loro capacita’ di amministrare il territorio. Il fatto che l’Anci bocci il decreto Calderoli testimonia che, come gia’ fatto notare dal Partito Democratico, quello della Lega non e’ un vero federalismo ma un’operazione che ha ben altre finalita’ che il buon governo locale”.
Umberto Bossi, il leader della Lega Nord ha invece riassunto in maniera estremamente chiara le decisioni assunte in esito alla riunione di ieri notte con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: “Ieri abbiamo sancito che se non si passa il federalismo, si va al voto. Berlusconi e’ d’accordo. Ma passa al 100%”

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