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ROMA – Quanti sono quelli che ancora si ricordano che oltre ai vari bunga bunga c’è un paese in crisi?

L’Istat ha pubblicato oggi i dati provvisori relativi alla disoccupazione nel mese di dicembre 2010 e quello che fino ad oggi poteva essere definito in grido, una sirena d’allarme comincia a somigliare sempre più al rantolo di un moribondo.

In un paese senza futuro e senza progetti, senza investimenti per istruzione e ricerca, ovviamente il tasso di disoccupazione giovanile sale ancora, facendo segnare un 29% che non si vedeva addirittura dal 2004, un triste record che non lascerebbe speranze per il futuro, anche se ci sarebbe da aggiungere che l’occupazione ha smesso di scendere con il numero degi titolari di una occupazione inchiodato un pelo sotto ai 23 milioni.
In calo anche il tasso complessivo di occupazione, pari al 57 per cento, che risulta stabile rispetto a novembre e in riduzione di 0,1 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Sempre preoccupante la spinosa questione degli scoraggiati, il numero di inattivi di età compresa tra 15 e 64 anni a dicembre 2010 è infatti in aumento dello 0,1 per cento rispetto sia a novembre sia a dicembre 2009. Limato invece il tasso di inattività, pari al 37,6 per cento, che è invariato rispetto al mese precedente e in diminuzione rispetto a dicembre 2009 (-0,1 punti percentuali).

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