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“Gianni e le donne”: il regista non si ispira a Berlusconi

ROMA – Il pubblico della Casa del Cinema accoglie con un caloroso applauso Gianni di Gregorio,  “er Tatì de Trastevere”, all’incontro con i giornalisti in occasione della presentazione del nuovo film “Gianni e le donne”.

L’attore-regista-sceneggiatore, già autore del fortunatissimo “Pranzo di Ferragosto”, nato e cresciuto nel cuore di Roma  a Trastevere, si racconta in sala come se fosse a casa tra amici, la sincerità e il garbo che si apprezzano nel film, non sono finzioni cinematografiche, Gianni si offre così com’è.

Racconta della sua infanzia un po’ seriosa: figlio unico, di genitori anziani, in una casa “con delle tende da Dracula” e che la reazione a questa condizione  è stata “ di ridere su tutto”. Gianni si spiega:  “Devo dire tutto con una battuta. La sofferenza mi spaventa e ci devo girare sempre intorno”. La comicità  del film è quindi espressione del suo  modo di essere, intessuta nella dolce malinconia del passare degli anni di un sessantenne che, spinto dal suo migliore amico, si riscopre uomo e cerca di rimettersi in gioco con le donne. Un gioco dal risultato amaro perchè  “alla mia età le donne ti guardano  come una poltrona, come un acquario” spiega il regista trasteverino. Anche se per Gianni Di Gregorio il rapporto con le donne  è un rapporto d’amore, di grande devozione e anche un po’ di sudditanza e poi “ è una cosa talmente enorme ed è difficilissimo da dire… che se lo avessi capito…ci vorrebbero tanti film per capire!”

Nel film si vede  il confronto tra  uomini più che maturi che tentano l’approccio con l’altro sesso di una generazione più giovane,  che inevitabilmente gli girano le spalle a qualsiasi avvicinamento considerato eccessivo, un comportamento un tempo normale  ma  che stando all’attualità sembra completamente superato.  “Quando ho scritto il film pensavo all’uomo comune, a quello che sono io,  al pensionato del piano di sotto, al mio mondo che è  quello sul quale mi piace indagare  – spiega il regista – poi ho capito quello che stava succedendo intorno e  che si sovrapponeva enormemente al mio modo di pensare con le donne, e che ci sono modi diversi di pensare al gentil sesso. Io difendo quello che considero normale, solo una corte platonica per una ragazza che ha trenta anni in meno di te”.

Stando alle cronache degli scandali del presidente del Consiglio, potrebbe risultare  provocatorio parlare di un sogno di una bellezza irraggiungibile per un personaggio non più giovanissimo ma Gianni precisa “non pensavo certo alla contemporaneità. Se ci avessi pensato mi sarei spaventato. Io non l’ ho fatto apposta, ma se è provocatorio sono contento, non  era voluto e certamente il mio film dice un’altra cosa”.

In fondo il film è un grande omaggio alle donne e la scelta del cast ne è una testimonianza: donne giovani,belle e straniere, poco più che adolescenti e mature, e ultranovantenni come l’imprevedibile  Valeria De Franciscis Bendoni, che qui come nel precedente film “Pranzo di Ferragosto” interpreta la mamma di Gianni. Il produttore,  Angelo Barbagallo, sottolineando il fatto che sebbene  il film non c’entri nulla con Berlusconi si mostra comunque entusiasta dell’uscita proprio in questi giorni e annuncia la solidarietà di tutto il cast alla manifestazione del 13 febbraio delle donne da Berlino, dove il film e tutto il cast saranno ospiti al Film Festival, nella sezione Speciale della Berlinale. Un regalo meritato per Gianni e per tutti gli attori e forse anche per tutti gli italiani che non vedono le donne come il nostro Presidente.

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