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“Rabbit Hole”, con Nicole Kidman plastificata ma sempre attraente

Dall’11 febbraio nelle sale l’ultimo film di Nicole Kidman post botulino “Rabbit Hole”, dove l’attrice australiana è produttrice e interprete nel film del regista americano John Cameron Mitchell (autore anche di “Hedwig” e “Shortbus”)

Il film con la Kidman e con l’attore americano Aaron Eckhart, Rabbit Hole, si regge soprattutto sull’interpretazione dell’attrice australiana, decisa a risalire la china dopo le ultime incerte prove date in Fur e Australia. Ma le prime immagini del film, che vedono la Kidman ripresa di profilo, gettano subito lo spettatore nello sconforto: è Lei o non è Lei? La bocca a forma di canotto e il viso tirato farebbero propendere per un “no”. Poi, piano piano, ci si abitua a questa nuova Kidman in versione plastificata che, comunque, riafferma le sue grandi doti drammatiche vincendo anche la prova botulino. Diversamente non poteva essere perché il tema del film, tratto dall’adattamento di un lavoro teatrale di David Lindsay-Abaire, è di quelli che lasciano il segno: come si può ancora avere una ragione di vita dopo la perdita di un figlio? Il dilemma è lacerante e i due protagonisti, Becca e Howie, genitori del piccolo, reagiscono in maniere diverse, lui sprofondando nel ricordo e nel misticismo, lei cercando in tutti i modi di far ripartire la macchina della vita. Il finale semi-consolatorio non dirime la questione.

Il film presentato alla 5° Edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, aveva lasciato le stesse sensazioni a metà tra il compiaciuto e il non risolto anche fra il pubblico e la critica. La prova dell’attrice australiana era sicuramente ad alti livelli ben coadiuvata dal resto del cast, ma appunto per questo, sembrava che il film si reggesse soprattutto per le doti interpretative della Kidman. Del resto l’attrice australiana aveva creduto tanto in questo film, forse per rilanciarsi, che ha partecipato alla produzione con un budget di tutto rispetto, 10 milioni di dollari.

Comunque gli sforzi non sono stati vani e sono stati ripagati con una nomination all’Oscar come migliore attrice per Nicole Kidman, ma se la dovrà vedere con un’agguerrita Natalie Portman per “The Black Swan” e con la grande Annette Bening per “The Kids are all right”. Staremo a vedere come andrà a finire il 27 febbraio prossimo venturo nella notte degli Oscar.

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