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Banca centrale europea: Tremonti lancia la candidatura di Draghi

ROMA – Axel Weber lascerà la guida della Bundesbank a fine aprile: l’annuncio, giunto dopo un incontro chiarificatore con Angela Merkel, conferma di fatto anche il suo abbandono della corsa per la poltrona di Jean-Claude Trichet alla Banca centrale europea, che vede Mario Draghi in pole position.

A fine marzo cominceranno i negoziati sul prossimo numero uno della Bce, ma già oggi il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha lanciato la candidatura del governatore di Bankitalia. «Siamo convinti che la candidatura italiana» alla presidenza della Bce, ha detto il ministro dell’Economia riferendosi a Draghi, sia «un’ottima candidatura» e sarà «sostenuta dal governo». Il ministro ha affermato che la questione «non sia materia nazionale» e infatti presto il tema del dopo-Trichet sarà al centro dell’attenzione in Europa. Secondo il settimanale tedesco Der Spiegel, infatti, i veri negoziati per il successore del banchiere centrale francese (il cui mandato scade a ottobre) cominceranno a fine marzo e – scriveva questa settimana il Financial Times – «se Weber si fa da parte, … Draghi appare la scelta più probabile». Per il momento, sul tavolo ci sono le dimissioni del banchiere tedesco, il quale lascerà il 30 aprile, con un anno di anticipo rispetto alla scadenza del mandato, per «motivi personali». Anche questa precisazione, secondo alcuni osservatori, confermerebbe il fatto che Weber non aspiri più alla Bce (indiscrezioni di stampa lo danno alla Deutsche Bank). Si profila quindi una primavera ‘caldà per la cancelliera tedesca, che puntava tutto su Weber. Ma la partita è più ampia, poichè riguarda anche la prevista soluzione comune per la crisi dell’area euro. La Germania non ha dubbi: è necessario che un ampio pacchetto di misure sia concordato «entro la fine di marzo» con i partner europei, ha detto oggi il ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, dopo un incontro con l’omologa francese Christine Lagarde a Berlino. Il ministro ha difeso le proposte franco-tedesche di riforma della governance economica europea, spiegando che la revisione del Patto Stabilità e le riforme per rilanciare la competitività vanno di pari passo. Un patto franco-tedesco che «per noi va abbastanza bene», ha commentato da parte sua Tremonti, secondo il quale «l’Italia ci guadagna» dall’intesa portata avanti dalla Merkel e dal presidente Nicolas Sarkozy. Questa prevede, fra l’altro, per gli stati dell’Eurozona di abolire l’indicizzazione dei salari, di aumentare l’età pensionabile, di introdurre nelle Costituzioni nazionali limiti per l’indebitamento. Intanto, da Brema, Trichet ha chiesto un «salto di qualità» delle regole sulle politiche economiche e di bilancio dei singoli paesi di Eurolandia. «Dobbiamo garantire che nell’unione monetaria le politiche di bilancio e, in generale, le politiche economiche dei paesi siano orientate alla stabilità e promuovano una crescita durevole», ha detto.

(ANSA)

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