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LAMPEDUSA – Non si arrestano gli sbarchi di immigrati a Lampedusa. L’ennesimo barcone, carico di un numero ancora imprecisato di migranti, sta entrando nel porto dell’isola in questi minuti. Altri sbarchi si sono avuti nel corso della notte, fino alle prime luci dell’alba. Anche oggi il mare e piatto, c’è il sole, e questo favorisce la traversata dalle coste africane. Sono giunti in nottata nel Centro di primo soccorso e assistenza di Pozzallo, provenienti da Porto Empedocle, 143 immigrati sbarcati nei giorni scorsi a Lampedusa. Gli extracomunitari, tutti maschi, sono stati rifocillati e sottoposti a controlli medici. Questa mattina il prefetto di Ragusa, Francesca Cannizzo, parteciperà a un vertice convocato dal prefetto di Palermo, Giuseppe Caruso, nominato ieri Commissario straordinario per l’emergenza umanitaria dal consiglio dei ministri. Tra gli immigrati sbarcati nelle ultime ore, tutti provenienti dalla Tunisia, anche tre donne. «Per noi è diventato impossibile vivere là: ci sono violenze, rapimenti e non si capisce più chi comanda. Il paese è allo sbando», ha detto una delle tre, spiegando di essere partita la sera prima. Tutte hanno affermato di voler raggiungere la Francia dove si trovano dei loro parenti. Le tre donne facevano parte degli oltre 100 extracomunitari che sono stati salvati stanotte da una motovedetta della Guardia Costiera, circa 17 miglia a largo di Lampedusa: si trovavano su un barcone in difficoltà, che imbarcava acqua, e che è affondato subito dopo che gli stranieri erano stati trasbordati sulle unità della Capitaneria di porto.

«Apprezziamo che gli immigrati arrivati sinora siano stati accolti nel territorio italiano e auspichiamo che si continui così» ma, allo stesso tempo, «sorprende che in una tale situazione di emergenza, un centro già attrezzato per ospitare migliaia di migranti come quello di Lampedusa, non venga reso disponibile». Sono le parole di Laurens Jolles, rappresentante regionale dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), in un’intervista a La Repubblica. Secondo Jolles, nei prossimi giorni potrebbero arrivare altre migliaia di persone sulle coste italiane, «bisogna ricerverle, assisterle, dare loro accoglienza – afferma – . Se il modo di farlo al meglio è dichiarando lo stato d’emergenza, ben venga». Quanto alla reazione europea alla situazione verificatasi negli ultimi giorni con lo sbarco di 4mila migranti, il rappresentante dell’Unhcr afferma che è presto per «dire che sia mancata una risposta». «Bisogna prima vedere come si evolverà la situazione – conclude Jolles – perchè si appronti un intervento di concerto con gli altri Stati europei».

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