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Caso Ruby. Berlusconi a giudizio. Il 6 aprile via al processo. L’opposizione: “Ora dimissioni”

Decisione del gip milanese favorevole rispetto al giudizio con rito immediato per il Cavaliere.

Impazzano le polemiche con il fronte pro-Berlusconi che insulta e denigra la magistratura, mentre l’opposizione ne chiede le dimissioni immediate

ROMA – Silvio Berlusconi risponderà dell’accusa di concussione e prostituzione minorile. A rinviare giudizio il Presidente del Consiglio è stato il gip di Milano Cristina Di Censo che ha accolto la richiesta avanzata dalla Procura milanese di rito immediato. Il 6 aprile prossimo, quindi, alle 9.30 davanti ai giudici della quarta sezione penale di Milano si aprirà il processo a Berlusconi.
Si prospettano giorni di violente polemiche, con l’opposizione che appena ha preso la notizia del rinvio a giudizio ha chiesto le dimissioni immediate del Presidente del Consiglio e la maggioranza che vuol fare quadrato intorno al Cavaliere.

L’opposizione
«La situazione è insostenibile, lo dico da tempo», ha commentato il segretario del Pd Bersani. «La magistratura deve fare il suo mestiere. Noi non ci occupiamo di reati, non ci occupiamo di peccati, ma dell’Italia e non vogliamo che l’Italia vada allo sbando», per questo «chiederemo le dimissioni di Berlusconi». Non è da meno l’Idv che con De Magistris calca la mano. «Un presidente del Consiglio rinviato a giudizio immediato per concussione e favoreggiamento della prostituzione minorile è uno sfregio istituzionale che nessuna democrazia può permettersi. Berlusconi deve dimettersi e farsi processare come stabilisce la Costituzione sancendo l’uguaglianza giuridica dei cittadini di fronte alla legge».
L’opposizione è compatta nel chiedere un passo indietro al Presidente del Consiglio come confermano le parole del finiano Fabio Granata: «Il rinvio a giudizio immediato per reati gravissimi e infamanti obbliga il Premier a fare subito un passo indietro per salvaguardare ciò che resta della dignità nazionale».

La maggioranza
Se la voce dell’opposizione è compatta, lo è altrettanto quella della maggioranza, ben sintetizzata dal pensiero del portavoce del Pdl Capezzone. «La decisione del gip di Milano ricalca un copione perfino scontato. La situazione è davvero paradossale: non ci sono ne i reati ne le vittime, ma c’è il processo a tamburo battente, e soprattutto c’è un processo mediatico già in corso da settimane sotto forma di gogna anti-Premier». Secondo Capezzone, poi, «il silenzio dei garantisti di sinistra è un epitaffio politico per loro: è evidente il tentativo della sinistra, sconfitta sia nelle urne che nelle aule parlamentari, di usare la scorciatoia giudiziaria per una spallata. Ma non si illudano: non praevalebunt». Un altro fedelissimo del Presidente del Consiglio è Maurizio Lupi. «La scelta del gip di Milano, peraltro largamente prevista, di disporre il rito immediato per il Presidente Berlusconi, non cambia la sostanza di ciò che sta accadendo: c’è una procura italiana che, attraverso una indagine risibile, sta cercando di ribaltare l’ordine democratico». Secondo il vicepresidente Pdl della Camera, «l’offensiva lanciata dai magistrati nei confronti del premier non ha precedenti in Italia e nel mondo. Ma il Presidente del consiglio ha poco da temere perché anche questa volta tutto finirà in una bolla di sapone».
Sprezzanti le dichiarazioni di Daniele Santanchè. «Niente di nuovo sotto il sole, mi sarei stupita del contrario. La Procura di Milano è il soccorso rosso a un’opposizione senza progetti. I pm tentano di dare una spallata a Berlusconi, ma ho io una notizia per loro: non ce la faranno. Gli italiani sono con il presidente Berlusconi, votano per lui e continueranno a farlo».

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