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Napolitano presenzia alla Cerimonia di consegna dei Premi «Presidente della Repubblica»

ROMA – Si è svolta alle 11,00 di questa mattina  la consegna da parte del Presidente della Repubblica Napolitano, la cerimonia de “I Premi del Presidente della Repubblica” nel Salone dei Corazzieri del Quirinale, alla presenza dei Presidenti delle tre Accademie Nazionali:  Lamberto Maffei (Accademia dei Lincei), Guido Strazza (Accademia di San Luca) Bruno Cagli (Accademia di Santa Cecilia) e inoltre del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta.

Nel corso della cerimonia di premiazione il Presidente della Repubblica, complimentandosi con i vincitori, si è espresso  sottolineando che:  “in tempi comunque difficili, non dobbiamo perdere di vista, nel tanto frastuono e tra i tanti motivi di ansietà che viviamo, un dato essenziale e confortante di cui continuare ad aver cura come mostrò di averne il Presidente Einaudi. Quale sia il dato essenziale di cui parlo è presto detto: quel che ci accomuna e ci distingue come Nazione – ha affermato il Capo dello Stato – è più di ogni altro elemento la cultura, il patrimonio storico di cui siamo eredi, la cultura che vive in tutte le sue espressioni come ricerca e come creazione. È qui un nostro fondamentale punto di orgoglio e di forza nel presentare al mondo il bilancio dei 150 anni dell’Italia unita”.
Le parole pronunciate dal Presidente sul valore fondamentale della cultura, forse proprio in relazione al periodo che il nostro paese sta vivendo di recente, assumono una grande rilevanza e rappresentano lo spunto per una riflessione.

Il Presidente Napolitano nel suo discorso ha sottolineato le nostre radici ed eredità culturali da cui si evince che un paese che non investa in cultura, in ricerca scientifica, in arte, in creatività è un paese senza prospettive destinato alla miseria e allo sfacelo.
Eppure assistiamo (speriamo non ancora per molto) al declino di un paese nel quale il pensiero, l’arte, il talento e persino la legalità vengono quotidianamente massacrati, in nome di un malcelato senso di democrazia.
Il filosofo Jean-Jaques Rousseau sosteneva che l’educazione dell’uomo è una richiesta della sua stessa natura. La cultura infatti favorisce la crescita individuale dei membri di una comunità, cultura significa mantenimento e rafforzamento dell’identità della comunità stessa.  Investire in cultura significa creare un circolo virtuoso a beneficio di tutti. Prendendo dunque come monito le parole pronunciate dal Presidente, sarebbe finalmente necessario e auspicabile ricominciare a parlare di politiche della cultura, individuando nelle tradizioni artistiche  e culturali del nostro paese una risorsa per il presente e per il futuro.

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