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Medicina. Cancro al seno: ancora notizie che fanno sperare

ROMA – Non molto tempo fa un gruppo di esperti dimostra che una proteina (Muc4)  – facente parte di un gruppo di proteine dette mucine e che si trova normalmente nei fluidi –  possiede un ruolo decisivo per la diffusione del tumore al seno ad altri organi; per di più essa è anche la causa di resistenza ad alcune terapie contro questo tipo di male.

Inoltre la Muc4 gioca anche un ruolo importante e protettivo delle cellule epiteliali da cui derivano le cellule del cancro. Com’è noto le morti per questo tipo di patologia sono causate proprio dalle metastasi e non dal tumore primario e – secondo lo studio pubblicato su Cancer Research da parte di alcuni studiosi – questa proteina è uno dei fattori di rilascio delle cellule morte del tumore primario; pertanto, bloccandola si può salvare la vita del paziente.
Recentemente ci sono state altre buone nuove in merito a questo tipo di tumore. Difatti alcuni ricercatori britannici dell’ Institute of Cancer Research hanno scoperto che l’enzima LOXL2 potrebbe produrre le metastasi che fanno sviluppare il tumore al seno in maligno, e sarebbe sufficiente inibire tale enzima per arrestare l’avanzamento di questa malattia. In pratica tale enzima aiuta le metastasi a contagiare altri tessuti del corpo. Questa notizia, pubblicata su Cancer Research, potrebbe essere un punto di snodo per nuove terapie contro il cancro al seno che, nel caso di metastasi, vanta di circa il 90% dei decessi (decessi registrati nel 2007 per tumore al seno n. 11916; decessi previsti nel 2011 11987). La sperimentazione animale è già stata fatta sui topi. Si attende quella sull’uomo.

Infine per quanto riguarda la ricostruzione del seno di tessuto irradiato buone nuove arrivato dall’ Hospital Quirón di Malaga. Il Dr. Josep María Serra Renom del servizio di chirurgia plastica fa presente che esiste una nuova tecnica di ricostruzione che ha già ottenuto riconoscimenti a livello internazionale e che si basa sulla rigenerazione tissutale e non più sulla ricostruzione ricavata da tessuti presi da altre parti del corpo. Tale metodo si avvale di iniezioni di cellule staminali, permettendo un impianto senza causare nuove cicatrici (lavoro pubblicato sulla rivista scientifica Plastic and Reconstructive Surgery). Tale tecnica, già sperimentata, può essere effettuata nei casi di mastectomia totale con conseguente sottoposizione a cicli di chemioterapia e radioterapia.

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