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Prete pedofilo condannato a 15 anni di reclusione

ROMA – Don Ruggero Conti, il mostro accusato di aver abusato di sette bambini affidati alle sue cure nell’oratorio e nei campi estivi, è stato condannato a 15 anni e 4 mesi di reclusione.  

Così  ha deciso la VI sezione del Tribunale penale di Roma. L’ex parroco della chiesa della Natività di Maria Santissima a Selva Candida a Roma venne arrestato il 30 giugno del 2008, finì ai domiciliari e poi fu liberato. I reati, commessi tra il 1998 e il maggio del 2008, vanno dagli atti sessuali con minori, alla violenza sessuale, e alla induzione alla prostituzione minorile.
Alla notizia della condanna persino il Vescovo mons. Alberto Mazzola, ha proclamato il suo “Profondo dolore per l’accaduto – e – ferma condanna per i gravi delitti”. Inoltre ha dichiarato che nei confronti di don Conti verranno presi anche i provvedimenti canonici previsti dalla Congregazione per la dottrina della fede. Che finora, naturalmente non erano stati presi.

Al processo hanno assistito numerosi parrocchiani, i quali dopo la sentenza hanno commentato: “L’hanno messo in croce come Gesù Cristo”. I parrocchiani, che credono il prete innocente come credono in Gesù Cristo, si sono scagliati contro il tribunale e i giornalisti che urlando: “Meno male che c’è una giustizia divina. Quello di oggi è stato un grande errore giudiziario”. Poi, alcuni di loro, i più credenti in don Ruggero, si sono messi in preghiera.
Naturalmente anche i legali del prete credono in lui con lo stesso spirito religioso: “Ce lo aspettavamo. Il tribunale si è adeguato alla richieste del pubblico ministero. Il fatto che il pm abbia scelto di non fare repliche significa che era sicuro dell’esito del processo. Faremo appello, un appello più grande degli articoli che usciranno domani sui giornali”.   Così ha dichiarato Patrizio Spinelli, legale dell’ex parroco, ancora presunto pedofilo, commentando la sentenza.

Anche il segretario dell’Idv Lazio, Vincenzo Maruccio, ha qualcosa da dire su questa vicende che ha visto l’assenza del Comune di Roma, come parte civile, forse per ragioni di buon vicinato con lo Stato vaticano: “Con la condanna di don Ruggero Conti si conclude una vicenda amara per la vita civile della città di Roma. Tra le numerose, odiose ambiguità di questa storia, ricorderemo il rifiuto del sindaco Alemanno di costituirsi ufficialmente parte civile. E questo solo perché Alemanno aveva scelto proprio don Ruggero Conti quale garante, nella sua campagna elettorale, per la famiglia e le periferie. Sarebbe bastato, per uscire dall’imbarazzo – aggiunge Maruccio – ammettere di essersi fidato della persona sbagliata. Del resto questi errori di valutazione sulle persone cominciano ad essere una costante della grigia parentesi alemanniana nella storia del Comune di Roma”.  In effetti, a pensarci bene.

Comunque sia, per ora i giudici hanno accolto in pieno le richieste dell’accusa stabilendo anche una provvisionale in favore delle parti lese di 200 mila euro. Dall’inchiesta della magistratura erano emersi gli abusi avvenuti ai danni di ragazzini provenienti da famiglie disagiate e che, per questo, venivano spesso affidate a don Conti.
La svolta alle indagini arrivò nel giugno 2008 quando Don Ruggero venne arrestato proprio mentre stava organizzando il viaggio per partecipare alla Giornata Mondiale della Gioventù. Dalle indagini emersero ulteriori casi di abusi che risalirebbero anche a 25 anni fa quando l’ex parroco, che non era ancora ordinato sacerdote, insegnava educazione sessuale a Legnano. Naturalmente vista la protezione offerta in tutti questi anni dalla chiesa cattolica a suon di leggi canoniche, il Conti avrà pensato bene di seguire la propria ‘vocazione’, vale a dire la chiamata di dio, ed è entrato a far parte dell’associazione che vanta, percentualmente, il maggior numero di pedofili nel mondo.

Il prete, presunto pedofilo, stando al capo di imputazione, avrebbe compiuto gli abusi approfittando soprattutto della situazione di  “debolezza e difficoltà in cui si trovavano le famiglie delle vittime”. Le violenze sui bambini sarebbero avvenute anche durante i campi estivi organizzati dal prete a Santa Caterina Valfurva (Sondrio) o in Trentino. Sembra, mentre gli altri partecipanti al campo si erano allontanati per un’escursione. Si sa quando non ci sono i gatti i ratti di fogna ballano.
Gli avvocati di parte civile, i legali di chi ha subito le violenze e gli abusi, sono pronti a chiedere un risarcimento alla curia: “Chiederemo alla Curia un risarcimento – ha annunciato l’avvocato Fabrizio Gallo – che garantisca alle vittime una giusta ricompensa alla luce di quanto hanno dovuto subire in una vicenda che li segnerà per tutta la vita”. Già per tutta la vita.

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