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ROMA – Era dallo scorso novembre che ci provavano a mettersi d’accordo, ci sono riusciti ora con la benedizione della  Confindustria. 

Alitalia/CAI e sindacati hanno siglato un accordo che prevede la cassa integrazione straordinaria volontaria fino a 700 dipendenti (personale di terra e navigante). L’intesa accoglie inoltre le domande di trasformazione dell’orario di lavoro a part time per almeno 550 assistenti di volo rispetto alle 700 richieste presentate dai lavoratori. Questo fatto genererebbe il richiamo dalla cigs di 160 assistenti di volo.
Praticamente, in una trattativa tra una azienda privata che si chiama Alitalia di nome, ma di cognome fa Compagnia Aerea Italiana, su un tavolo che coinvolge gli ammortizzatori sociali ma senza la presenza del governo, le parti hanno concordato una serie di risparmi che agiscono sul costo del lavoro. Più che un’intesa sembra un’attenta alchimia ovvero: utilizzando gli stessi ammortizzatori sociali previsti per la vecchia Alitalia statale si consente ai dipendenti di una compagnia privata (che è ancora in rosso) di andare in cassa integrazione o di accedere al lavoro a tempo parziale. Questo accordo genererà una serie di sostanziosi risparmi sul costo del lavoro nelle casse Alitalia/Cai che ha l’obiettivo del pareggio di esercizio nel 2011, ma che non ne fa una certezza.

C’è forse da pensare che ci sia qualcosa di strano se in un’azienda 700 persone si offrono volontarie per la cassa integrazione ed altrettante chiedono il part time? Il controvalore di questo accordo sono 160 assistenti di volo richiamati dalla cassa integrazione, 100 trasferimenti dalle basi nazionali a Roma. Inoltre la stabilizzazione di 130 precari. Senza esaltarsi sui numeri si può immaginare che le condizioni di “richiamo” dalla cigs potrebbero essere assai “diverse” da quelle nella vecchia Alitalia (grado, livello, settore di impiego) e che comunque quei 100 trasferimenti stanno a significare che qualcuno dovrà andare a sostituire qualcun altro fuori da Roma. Per i precari, anche se la stabilizzazione è un segnale positivo, bisognerà vedere quanti alla fine dei conti ne rimarranno purtroppo fuori. Ancora meno esaltante è il rapporto tra richiamati e cassaintegrati fra i piloti: verranno accolte 32 richieste di part-time con la riassunzioni dalla Cigs di 10 piloti.  Sono circa  800 piloti in cigs, di cui 400 non matureranno i requisiti per andare in pensione al termine della cigs + mobilità.
Insomma, gli americani dicono “spendere soldi per fare soldi”, qui in Italia si continua sempre e solo ad agire sul “costo del lavoro” che poi vuol dire persone e non numeri.

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