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Libia. Gheddafi contro tutti. “La No Fly zone scatenerà l’inferno”

ROMA – Muammar Gheddafi, sempre più isolato dalla comunità internazionale, sembra aver perso il lume della ragione, se mai ce ne ha avuta una.

 

 

Oggi è apparso nuovamente alla televisione libica accusando di complottismo le potenze occidentali, le quali avrebbero tutta l’intenzione di colonizzare nuovamente la Libia. Così alle farneticanti affermazioni contro i ribelli, drogati e plagiati dalle cellule dormienti di Al Qaeda, il Colonnello punta il dito contro gli altri paesi. “Un complotto colonialista”, l’ha definito durante il suo  discorso televisivo. Insomma, il tipico atteggiamento del perdente,  che in vista della probabile sconfitta comincia e vedere nemici ovunque. A partire al suo popolo, colpevole dal  per aver chiesto più libertà, guidato da fantomatici terroristi capitanati da Bin Laden, fino ad arrivare alla strisciante avanzata dell’antagonista occidentale, pronto a prendere le redini del paese libico con il suo carico di petrolio.

Ma c’è dell’altro. Perchè il rais, durante un’intervista con la televisione turca Trt, ha precisato che se l’occidente imporrà una fly zone la Libia scatenerà un conflitto. Minacce che evidentemente gli stati occidentali sanno bene, visto che da giorni Nato e Onu discutono su questa delicatissima opzione d’intervento militare.

Nel frattempo la televisione libica continua la sua operazione di propaganda, mandando in onda le immagini dei sostenitori pro Gheddafi che acclamano il loro leader per aver riconquistato il centro cittadino di Al-Zawiyah,  da giorni  circondato dalle truppe governative. Anche l’esplosione che ha interessato il deposito di greggio a Sidra, presso Ras Lanuf, sarebbe opera di Al Qaeda a detta della tivù libica. Mentre, secondo i rivoltosi, le responsabilità dell’accaduto è da attribuirsi alla forze armate fedeli del Colonnello. Anche a Misurata le brigate di Gheddafi starebbero guadagnando terreno, ma i ribelli opporrebbero una forte resistenza.
Insomma il solito rimpallo di notizie sia da una parte che dall’altra a cui non è possibile dare una certezza assoluta, se non quella che in Libia è in corso una guerra civile.

E poi c’è il mistero sui tre jet libici, con a bordo gli emissari del leader libico, partiti da Tripoli. Uno  è atterrato al Cairo con il generale libico Abdul-Rahman bin Ali al-Saiid al-Zawi, il quale con un messaggio consegnato al capo del Consiglio supremo delle forze armate egiziano avrebbe chiesto una fornitura di armi, la chiusura dei confini comuni ai due paesi e un aiuto per riattivare la membership libica nella Lega Araba, sospesa dall’organismo nei giorni scorsi. Questo è quanto ha riporta il sito egiziano al-Wafd, organo di stampa dell’omonimo partito.
Gli altri due velivoli, invece,  sarebbero diretti a Bruxelles per consegnare un messagio alla Nato e all’Unione europea. Aerei che – secondo quanto diffuso dalle forze militari maltesi – avrebbero dovuto fare scalo  a Roma e  a Milano. Una notizia smentita categoricamente dalla Farnesina: “Nessuno aereo libico è atterrato in Italia”.
Tuttavia la Nato potrebbe smentire o confermare queste notizie. Da qualche giorno il territorio libico è sottoposto ad un controllo costante da parte dell’aviazione americana che fa sorvolare ad alta quota gli imprendibili Stealth. E poi non dimentichiamo che i satelliti americani sono in grado di scandagliare palmo a palmo vasti territori a qualsiasi latitudine. Insomma inutile nasconderlo, molti particolari importanti le alte sfere militari probabilmente già le conoscono. Ma questo privilegio è riservato agli strateghi della guerra.

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