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Lampedusa. Altri 2.000 sbarchi. Maroni: “Senza un segnale concreto, procederemo con i rimpatri forzosi”

ROMA – Il ministro dell’Interno Roberto Maroni  in una conferenza stampa a Palazzo Chigi insieme ai responsabili della Difesa, Ignazio La Russa, e della Giustizia, Angelino Alfano, dichiara: ”La Tunisia aveva promesso un impegno immediato per fermare i flussi migratori, ma le barche continuano ad arrivare. Se non ci sarà un segnale concreto entro i prossimi giorni, procederemo con i rimpatri forzosi.”

Quindi quella dei rimpatri forzosi “potrebbe trasformarsi nell’ unica strada possibile” se gli sforzi diplomatici del governo italiano dovessero fallire, spiega Maroni. 
”Alcuni profughi non possono essere rimpatriati perché scappano dalla guerra e hanno diritto alla protezione internazionale. Ma questo non può valere per i tunisini.  Per i rimpatri siamo attrezzati”, e spiega “li mettiamo sulle navi e li riportiamo a casa loro. Con la Tunisia”, aggiunge, ”non siamo sotto ricatto come con la Libia per il petrolio. Sono loro a dipendere da noi, soprattutto nel settore turistico”.
Voce certa è, però, che l`Italia ha una intesa di riammissione con la Tunisia dal 1998, rinforzato da un successivo accordo del 2003. Accordi criticati di recente anche dal Rapporto Hammarberg del Consiglio d`Europa, proprio per il rischio della tortura e di trattamenti brutali e degradanti per i cittadini Tunisini, anche se non in “guerra ufficialmente” con nessuno; e, proprio in  vista delle prossime (finte) elezioni, anche in Tunisia è in corso una ulteriore stretta autoritaria e che molti dei migranti tunisini che sbarcano sulle coste siciliane vengono dalle regioni più povere dove più forte è stata prima la protesta sociale e poi la repressione di cui il ministro non accenna in nessun discorso riguardante le motivazioni di tali migrazioni. Per loro, il rimpatrio sarebbe due volte pericoloso proprio a causa di questo clima di militarizzazione.

Per mitigare il clima di tensione tra governo e Regione Sicilia, e prodigarsi in aiuto all’isola di Lampedusa, il ministro Maroni invita tutte le Regioni Italiane ad accogliere l’ondata di profughi che potrebbe venire dalla Libia. Se ci saranno rifiuti, ribadisce, ”allora saremo noi a individuare le aree, perché se questo non è possibile saremo costretti ad agire d’imperio”. 

Maroni riafferma, poi, che è stato ”un errore partecipare alla guerra in Libia”. 
Ora l’unica soluzione, dice, ”è quella diplomatica proposta da Franco Frattini in accordo con la Germania, se si vuole uscire da un pantano che può rivelarsi molto pericoloso”.
Con l’aggravarsi della situazione libica, gli sbarchi si susseguono senza sosta: oltre cinquemila gli immigrati presenti sull’isola; inclusi i 2.000 che si trovano all’interno del centro di accoglienza “in condizioni di estremo sovraffollamento”. La nave San Marco è intervenuta in questi giorni “per evacuare i clandestini presenti”, ha assicurato Maroni, ed ha ringraziato i cittadini dell’isola siciliana per come stanno affrontando l’emergenza. “Entro un paio di settimane vareremo le misure compensative – dice il Ministro – per quanto sta subendo l’isola di Lampedusa”.
Se la situazione in Libia dovesse ulteriormente degenerare oggi nessuno è in grado di dire quale sarà l’evoluzione della crisi. In Libia vivono da qualche tempo oltre un milione di clandestini provenienti da altri Paesi africani e un’ulteriore degenerazione degli eventi in corso potrebbe spingere molti di loro a mettersi in viaggio verso l’Europa e, in particolare verso l’Italia, sia essa tappa finale o solo di passaggio.

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