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Scuola. La Gelmini dovrà risarcire i docenti per 500mila euro

ROMA – Mentre il Coordinamento Nazionale Precari e Precarie della scuola, si prepara a due infuocate assemblee territoriali interregionali dei comitati e realtà del precariato, una per il centro-nord a Bologna e l’altra per il centro-sud a Napoli, domenica 1° marzo, il ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini si troverà ad affrontare centinaia di insegnanti che potrebbero fare ricorso:  già quindici insegnanti si sono visti riconoscere dal Tribunale di Genova un risarcimento  complessivo di 500 mila euro, a seguito della bocciatura da parte della Corte Costituzionale della norma sulle graduatorie.

La Corte aveva  infatti definito  incostituzionale la norma che sbarrava la strada agli insegnanti del sud, che volevano inserirsi nelle graduatorie del nord, nonostante le forti pressioni della Lega già dal 2009, che intendevano  favorire i professori settentrionali.  Nella riforma Gelmini era inoltre  spuntato un finanziamento ad hoc: due milioni l’anno per cinque anni, per un totale di dieci milioni. Lo scopo?  Spiegare ai dirigenti degli enti locali i segreti del nostro futuro federalista- Quei soldi, c’è scritto nell’articolo 28, servono al ministro per «concedere contributi per il finanziamento di iniziative di studio, ricerca e formazione sviluppate da università » in collaborazione «con le regioni e gli enti locali». Tutto ciò in vista «delle nuove responsabilità connesse all’applicazione del federalismo fiscale».  
Tra Nord e Sud, finanziamenti concessi e negati , più che la domanda sorge spontanea la scelta del l’interlocutore:  il giornalista e scrittore Pino Aprile.  “È un’altra delle penose trovate del ministro Gelmini, che sta alla Pubblica Istruzione, come l’ammiraglio Persano al medagliere della Marina Militare: passerà alla storia come Attila fra i banchi. Ha in mente la scuola padana; non mi meraviglierei promuovesse Renzo Bossi preside della facoltà di federalismo. Non esiste? Datele tempo e fiducia…”

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