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LIbia. Carneficina a Misurata. Amnesty denuncia torture e sparizioni

ROMA – Da domani il comando delle operazione di “Odissea all’Alba” passa nelle mani della Nato.

Lo ha annunciato il presidente degli Stati Uniti Barack Obama in un discorso televisivo  alla National Defense University di Fort McNair, durante il quale ha spiegato che gli Usa hanno raggiunto gli obiettivi dell’operazione militare, ovvero evitare che il Colonnello Muammar Gheddafi continuasse indisturbato a massacrare il suo popolo per mantenere il potere nel paese.
Obama ha detto che l’obiettivo prioritario rimane quello di rovesciare il rais, ma questa opzione non avverrà militarmente come fu per l’Iraq, tant’è che il governo americano, come promesso, ha ricoperto fin dall’inizio un ruolo limitato nelle operazioni militari. Così da domani la patata bollente passa alla Nato, ma gli Usa  – come precisa Obama – continueranno ad appoggiare gli alleati,  fornendo loro intelligence e tecnologia – come gli strumenti per mandare in tilt le comunicazioni libiche –  , aiuti logistici ed umanitari.

Intanto oggi a Londra è in corso la riunione del “gruppo di contatto”‘ alla quale parteciperanno i rappresentanti di una quarantina di paesi, tra cui  il premier francese Nicolas Sarkozy, il cancelliere tedesco Angela Merkel  il Primo Ministro britannico, David Cameron e il segretario di stato Usa Hillary Clinton. E alcuni sembrano propensi nel voler  concedere al rais libico l’immunità e l’esilio, purchè sia firmato un accordo per porre fine al conflitto in atto nel paese libico.

Insomma oggi si discuterà soprattutto del dopo Gheddafi, e della possibilità di traghettare politicamente la Libia verso un cambiamento politico.

Detta così, l’impresa sembra alquanto ardua, conoscendo i comportamenti ben noti del leader libico, il quale ha più volte ribadito che non intende abbandonare il suo potere e quello che lui definisce il suo popolo.  La Clinton durante il suo intervento ha fatto sapere che l’azione militare in Libia continuerà fintanto che il leader libico Muammar Gheddafi non si piegherà alla risoluzione dell’Onu. E oggi Gheddafi ha  lanciato un altro messaggio, rivolgendosi proprio ai rappresentanti che si incontreranno a Londra: “Bloccate la vostra barbara e ingiusta offensiva contro la Libia. Lasciate la Libia ai libici, state conducendo un’operazione di sterminio di un popolo in sicurezza e distruggendo un paese in sviluppo. Siete come Hitler”. Parole forti, dettate dal solito delirio di onnipotenza del rais che tenta di insabbiare la realtà  agli occhi dell’occidente e intanto continua ad uccidere il suo popolo. Non a caso, è giunta una denuncia drammatica.  A Misurata sarebbe in corso una vera e propria carneficina da parte delle brigate fedeli al rai. Lo riporta un testimone oculare che è riuscito a mettersi in contatto con la rete televisiva CNN.

E un’altro preoccupante allarme arriva da Amnesty International, che si dice preoccupata per le sorti di coloro che si trovano nelle carceri libiche dopo l’inizio delle proteste. Prigionieri che sarebbero sottoposti a torture, come  gli attivisti pro-democrazia arrestati sin dalle prime ore della rivolta; i dimostranti fermati nel corso delle manifestazioni e tutti gli individui catturati nelle città in cui si sono verificati scontri armati tra soldati e ribelli. Molti dei quali  sarebbero addirittura svaniti nel nulla. 

Intanto il ministro degli Esteri Franco Frattini fa sapere che il trattato di amicizia tra Libia e Italia è momentaneamente sospeso, ma andrà avanti quando il paese africano tornerà ad essere un interlocutore “normale”. E sempre oggi Frattini incontrerà a Londra Jibril, il responsabile del governo provvisorio di Bengasi, ormai  legittimato dalla comunità internazionale.
Secondo il rappresentante della Farnesina ci sarebbero tre azioni, che se combinate tra loro potrebbero portare al successo la questione libica. In primo luogo  – ha detto Frattini – è necessario  un cessate il fuoco, poi è  indispensabile che il Consiglio temporaneo di Bengasi prenda una iniziativa di riconciliazione nazionale, e infine

assume un’importanza strategica il ruolo che potrebbe assumere l’Unione Africana, convincendo Gheddafi a lasciare il paese perchè non più ritenuto un interlocutore affidabile. E questa sembra essere una delle ipotesi più convincenti, visto che il messaggio del Colonnello recita: “Lasciate che sia l’Unione africana a gestire la crisi, la Libia accetterà qualsiasi decisione che l’Unione assumerà.” Tuttavia un dubbio rimane: sarà credibile questa volta il rais libico?

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