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Lampedusa. Le 60 ore sono passate, e ora gli immigranti si danno fuoco

LAMPEDUSA (AG). Berlusconi aveva promesso che entro due giorni e mezzo l’isola sarebbe tornata agli isolani. Oggi, passate le famose 60 ore, non solo la situazione non si è risolta, ma è anche peggiorata.  

Il forte  maestrale e il mare mosso impediscono alle navi di trasferire i 3.700 tunisini ancora rimasti. Il malumore tra loro aumenta: non vogliono essere rimpatriati, non vogliono rimanere in Italia (“troppi problemi qui”), non vogliono rimanere bloccati a Lampedusa, in condizioni igienico sanitarie inaccettabili. ‘Medici senza frontiere’ in un nota condanna pesantemente la gestione dell’emergenza, sottolineando ad esempio che 16 bagni chimici in totale per più di 3000 persone è un numero ben al di sotto degli standard umanitari.
Anche il cibo sembrerebbe inaccettabile. Molti immigranti si sono rifiutati di mangiare il pasto offerto dagli addetti del centro “perché puzzava”.
Alcuni tunisini hanno formato un corteo, con fischi e cori verso l’Italia: “vogliamo partire!”.

Roulotte incendiata. Momenti di grande tensione verso mezzogiorno, quando è stata data alle fiamme una roulotte sul porto. A compiere il gesto clamoroso è stato un giovane che si dichiara marocchino, nonostante la polizia sostenga sia tunisino. Il ragazzo, Samil Allaghi Santerville era in stato di ebbrezza, ed è stato denunciato dagli altri migranti, che l’hanno visto cospargere di benzina il mezzo. Ora Santerville verrà trasferito dalla caserma dei carabinieri al centro accoglienza per le impronte digitali. A breve verrà firmato per lui un decreto di espulsione.

A seguito dell’incendio e del caos che ne è seguito, i tunisini hanno iniziato uno sciopero della fame, che però è durato poco. Corrado Empoli, responsabile dell’ordine pubblico sul molo, li ha convinti a sospendere la protesta e ad accettare il cibo distribuito dai volontari.

La situazione, comunque,  rimane difficile, anche per i lampedusani.
Da ieri pomeriggio sono aumentati gli episodi di furti. Anche l’abitazione di Pietro Busetta, assessore comunale, è stata scassinata: “povera gente disperata – dice Busetta –  io non criminalizzo questi poveri disperati, ma la mancata gestione di una situazione portata all’esasperazione da un governo che ha caricato tutto su Lampedusa. Era inevitabile che accadesse. Speriamo che quando si faranno le compensazioni non si facciano nei confronti di chi la situazione l’ha seguita in televisione”

Berlusconi promette. In un intervento telefonico ad un convegno organizzato dal Movimento responsabilità nazionale ad Acicastello (Catania), Berlusconi ha promesso di nuovo la ‘liberazione’ dell’isola: “Stasera, o al massimo domani Lampedusa potrà essere ridata ai suoi cittadini. Quando arriveranno altri clandestini, passeranno direttamente dal molo alle navi al largo”. Il premier ha anche mandato un messaggio velato alle regioni: “Sono300mila i libici assiepati in Tunisia e Libia, pronti a venire da noi. Scappano dalla guerra. Ricordiamoci di essere stati anche noi un Paese di migranti, dobbiamo essere comprensivi e ospitaliperché siamo un Paese civile e cattolico”. Infine, ha chiuso con un pensiero originale: “Dobbiamo intervenire pragmaticamente, ma ricordo che abbiamo 9mila Comuni e se restassero 9mila nuovi cittadini, basterebbe restituirli uno per Comune”. 

Tentato suicidio. Mentre Berlusconi prometteva la fine della crisi, nella tendopoli di Manduria un tunisino ha tentato di darsi fuoco per protesta. E’ stato bloccato dalle forze dell’ordine. Nel trambusto venutosi a creare, un funzionario della polizia è rimasto ferito al volto.

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