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“100 capolavori dello Städel Musem di Francoforte” in mostra al Palazzo delle Esposizioni di Roma fino al 17 luglio

ROMA – A conferma della sua vocazione modernistica ma soprattutto internazionale il Palazzo delle Esposizioni di Roma ospiterà fino al 15 luglio la  mostra curata da Felix Kramer  “100 capolavori dello Städel Musem di Francoforte”, una selezione di capolavori di quella che può definirsi a pieno titolo una tra le collezioni più prestigiose ed affascinanti di arte antica e moderna al mondo.

Stiamo parlando delle opere che costituiscono la storia dello Stadel Museum di Francoforte, originato nel 1815 dalla collezione privata del banchiere e mercante Johann Friederich Stadel. Opere che documentano l’intero svolgimento dell’arte europea dal Rinascimento ai giorni nostri.

La selezione delle opere per la mostra al Palazzo delle Esposizioni si è orientata su una porzione della collezione che ripercorre l’arte europea tra l’800 e il 900. L’esposizione si snoda lungo sette sale in un percorso che offre una vasta panoramica di capolavori che spaziano dall’austero Classicismo tedesco, all’emotività del Romanticismo, dal mondo visionario dei Simbolisti, all’esplosione di colori dell’Impressionismo, dalla drammaticità espressionistica, incisiva e potente di Max Beckam, fino alla rivoluzione estetica apportata dalle Avanguardie tra cui il Cubismo e l’Astrattismo.
Il percorso si apre con il celebre  ritratto del 1787 “Goethe nella campagna romana” di Tischbein, che come afferma Kramer è anche “l’opera più citata in Germania”, ed è l’immagine-icona del mito del Grand Tour d’Italia, tappa fondamentale per tutti gli intellettuali del XVIII secolo.  L’esposizione si chiude con un altro ritratto ma questa volta è opera di Pablo Picasso e si tratta del “Ritratto di Fernande Olivier” , un acquisto del Museo che risale al 1967.

La sensazione che si ha attraversando le varie sale è un po’ quella di trovarsi dinnanzi ad una sorta di “manuale” di Storia dell’arte, facilmente fruibile grazie anche alla scelta di allestire un percorso stilistico-cronologico, capace di restituire in maniera esaustiva le esperienze artistiche che hanno dominato l’Europa dei due secoli scorsi.

La mostra come spiega il Presidente del Palaexpo Emmanuele Francesco Maria Emanuele “intende portare il grande pubblico a familiarizzare con una prospettiva geografico-culturale dell’arte europea più ampia, variegata e sorprendente di quella cui ci ha abituato  una visione univocamente franco-centrista della  storia dell’arte europea tra fine XIX e inizio XX secolo”.
A dimostrazione di quanto siano stati vari e fondamentali per lo sviluppo dell’arte moderna e contemporanea i percorsi stilistici anche fuori dalla Francia, è stato lasciato ampio spazio non solo all’Espressionismo tedesco ma soprattutto alla poliedrica figura di Max Beckamm, a cui è stata riservata una intera sala con 10 opere, che con la sua “cruda” e soprattutto drammatica estetica è riuscito a documentare la complessità della cultura europea tra le due guerre.

Ciò non toglie che nell’esposizione sia stato dato grande risalto anche al romanticismo di Delacroix,  ai “paesaggi en plein air” di Sisley o di Monet, alle interpretazioni classiciste e italianizzanti dei paesaggi di Corot o alle celebri ballerine di Degas.  Un’altra sala è dedicata interamente ai Simbolisti e al loro mondo evocativo, inquietante eppure intrigante, con opere di Redon, Moreau, Bocklin, Munch ed Ensor.  
A conclusione del percorso “la rivoluzione cubista” di Picasso e quindi la nascita della pittura moderna.

Oltre alla mostra sono previsti laboratori per bambini, rassegne cinematografiche, dj-set  e inoltre a partire dal 29 aprile una serie di incontri in cui sarà possibile un approfondimento delle opere esposte.

Palazzo delle Esposizioni, Via Nazionale 194 Roma
Orari: domenica, martedì,mercoledì e giovedì  dalle 10.00 alle 20.00 venerdì e sabato dalle 10.00 alle 22.30
Ingresso: 12 euro intero e 10.00 euro il ridotto

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