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Osama bin Laden ucciso? La verità in fondo al mare

ROMA – E’ fatta! Gli americani hanno colpito. Le forze speciali Usa hanno fatto centro e Obama bin Laden è stato finalmente individuato, ucciso da un proiettile in testa e spedito negli abissi marini o chissà dove. Insomma “Giustizia è fatta” come ha annunciato orgogliosamente Obama via etere questa notte mentre le fotografie del cadavere del numero uno di Al Qaeda facevano il giro del mondo, provocando l’esaltazione dei suoi nemici, ma anche molti dubbi sulla credibilità di quell’immagine. E così l’inebriante notizia ha dato il via alle feste su tutto il territorio statunitense. 

Si festeggia come si faceva un tempo durante le sagre paesane del vecchio far west. Quelle alla John Wayne per intenderci che nel film “Fiume rosso” diceva ai suoi mandriani: “Non mi piace chi non sa andare alla fine di quello che ha incominciato”.

E, infatti, tutto ebbe inizio il 7 agosto 1998 quando Obama diventò il ricercato numero uno per gli  attentati alle ambasciate degli Stati Uniti di Dar Es Salaam, Tanzania, e Nairobi, in Kenya, dove rimasero uccise oltre 200 persone, proprio come riporta ancora oggi il sito ufficiale dell’FBI.

In seguito all’attentato dell’11 settembre partì il 2 ottobre 2001 l’operazione Enduring Freedom  e gli Usa  all’epoca di George W. Bush jr. invasero l’Afghanistan per stanare i terroristi Obama bin Landen ritenuto il mandante  dell’attacco  alle   torre gemelle di New York e al Pentagono. Ma l’obiettivo fu soprattutto quello  di rovesciare il regime talebano – complice dei fedeli di Bin Laden  – e instaurare l’agognata “democrazia” di stampo occidentale. Nel 2003 gli Usa puntarono il mirino delle armi verso l’Iraq. Ne seguì l’imminente invasione alla ricerca delle armi di distruzione di massa, che non furono mai trovate. Comunque i terroristi ovunque si fossero nascosti andavano catturati e rinchiusi a Guantanamo, il famigerato carcere delle torture che ospita ancora 172 detenuti.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Oltre 10 anni di una guerra ancora in corso che sul profilo del cambiamento ha portato ben poco rispetto alle speranze riposte inizialmente. Tuttavia, tornando alla cattura della mente criminale di Bin Laden ci sono  alcune cose che non quadrano – sempre stando alle notizie diffuse nelle ultime ore dai media statunitensi. Si dice che Bin Laden sia stato colpito da un colpo d’arma da fuoco nella parte laterale della testa, tant’è che il suo volto sarebbe irriconoscibile. La televisione pakistana ha mandato in onda una foto che apre qualche dubbio sulla veridicità dell’omicidio, facendo pensare ad una sorta di fotomontaggio, che la stessa emittente ha poi confermato ritirando l’immagine dal suo canale. Inoltre il corpo del numero uno di Al Qaeda sarebbe già finito in fondo al mare, mentre il suo DNA  spedito in un laboratorio corrisponderebbe al 99,9% a quello di Osama. Almeno questo riferisce la casa Bianca che lo avrebbe confrontato con quello della sorella. Ma c’è dell’altro.

 

I media americani – come riporta la televisione  Abc -hanno fornito due versioni  anche sulla finalità del piano  architettato  per colpire Osama bin Laden nel suo compound in Pakistan. Le forze speciali della Navy Seals  si sarebbero calate dagli elicotteri con l’ordine di uccidere e non catturare bin Laden, purchè il suo corpo fosse riconoscibile in modo da mostrarlo al mondo intero. Ma per il coordinatore Usa antiterrorismo Gilles de Kerckove,  l’operazione avrebbe dovuto portare  alla cattura del terrorista vivo.  Molti analisti, inoltre, concordano sul fatto che bin Laden,  non avesse più nessun comando sull’organizzazione di Al Qaeda. Insomma la sua morte avrebbe  un valore esclusivamente simbolico, sempre ammesso e concesso che quell’uomo in fondo al mare sia veramente il Bin Laden originale e non una trovata propagandistica per incrementare i consensi elettorali, visto che i preparativi per la campagna elettorale  sono già partiti e gli americani dovranno tornare alle urne per le presidenziali del 2012.

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