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Osama Bin Laden. Una morte senza prove ordinata con un pizzino

ROMA – A più di 24 ore dalla presunta morte del terrorista, Osama Bin Laden  si aprono nuovi scenari, nuovi colpi di scena. Primo fra tutti quello della scoperta dell’archivio segreto che il leader di Al Qaeda custodiva gelosamente nella sua casa bunker di Abbottabad in Pakistan. Nomi e piani terroristici contenuti probabilmente in un capiente hard disk e non meglio precisati dischetti di memoria.

Una miniera d’oro finito nelle mani dell’Intelligence statunitense grazie agli incursori “Navy Seal”, protagonisti ieri del raid funambolico nonchè altamente top secret, tant’è il presidente Barack Obama ha adottato il sistema Provenzano per impartire gli ordini, ovvero quello del pizzino consegnato brevi manu al generale Wilson, come testimonia un filmato diffuso da RaiNews. “Kill Osama Bin Laden Order”, sarebbe stato l’informazione passata ai vertici militari da Barack Obama.

Insomma nessuno doveva sapere, nemmeno le autorità governative pachistane erano al corrente di cosa sarebbe successo a pochi chilometri dalla capitale di Islamabad. Nome in codice scelto per il latitante terrorista “Geronimo”. Certo i militari americani avrebbero potuto scegliere un nome meno evocativo, visto che il paragone suona come un’offesa per i nativi d’America. Tuttavia il nominativo non farebbe nessuna differenza, visto che questa vicenda rimane avvolta da un fitto mistero, a partire dal cadavere sul quale non è stata divulgata nemmeno una fotografia o un filmato che accerti l’identità  di Osama Bin Laden. Immagini originali che il governo di Washington  promette di far vedere a breve, sperando non siano taroccate, come quelle divulgate ieri dalla televisione pachistana.

Intanto emergono anche i retroscena del cadavere. Il corpo del leader di Al Qaeda, una volta recuperato, sarebbe stato portato a bordo della portaerei Carl Vinson che si trova nel Golfo Persico. Nell’imbarcazione la salma sarebbe stata lavata, avvolta in un lenzuolo bianco e dopo una breve cerimonia religiosa in lingua araba gettata in mare dal ponte. Anche di questo episodio non c’è nessuna immagine, nessun filmato, nemmeno uno schizzo. Gli strateghi americani sostengono che se il corpo fosse stato sepolto in terraferma, quel luogo avrebbe potuto trasformarsi in una sorta di meta per i suoi fedeli. E questo particolare doveva essere assolutamente evitato.
E ora, visto che il  corpo non c’è più,  non si potranno  fare ulteriori confronti e non si potrà fare un altro test sul DNA per convalidare con maggiore sicurezza l’identità, visto che ieri la prova effettuata con quello di una sorella si era attestata al 99,9%. Uno scarto di appena 0,1%, ma quanto basta per nutrire qualche lecito dubbio. Insomma questa cattura, per i più scettici, continua a puzzare di bruciato. Per altri i festeggiamenti continuano.

E su E-bay c’è chi ha subito pensato ad arricchirsi vendento tshirt che inneggiano alla morte di Osama Bin Laden e alla vittoria del presidente Obama. L’offerta dello shopping online è ricca: si va da “Owned” a “Game Over”. Tra i più gettonati su eBay c’è “Dawn of a New Day. 5-1-2011” (L’alba di un nuovo giorno), “Obama got Osama” (Obama ha preso Osama) e quello che è già diventato un classico: “Obama 1 – Osama 0”. Una bella campagna elettorale per le presidenziali del 2012.

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