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COMO – A Como, in via Carso n. 65, si è scoperto un luogo estremamente caldo, cioè di appuntamenti erotici, praticamente in centro città, dove per anni, decine di donne di molte nazionalità svolgevano la professione più antica del mondo. Il residence, che ha un valore approssimativo di oltre un milione di euro, è finito sotto sequestro preventivo dopo il blitz eseguito, ieri pomeriggio, da 50 agenti della Guardia di Finanza.

Il Nucleo di polizia tributaria ha proceduto all’arresto del legale rappresentante della società che amministra “Residence via Carso” Elsa Pircher 73 anni, e del factotum/gestore della palazzina, Giuseppe Giani 64 anni.
La perquisizione ha coinvolto 12 appartamenti della struttura, inclusi alcuni monolocali di proprietà di alcuni privati. Nell’operazione sono state individuate 15 prostitute, due delle quali sono state denunciate per favoreggiamento in quanto reticenti con gli agenti, e due denunciate perché irregolari in Italia.
Il gip Maria Luisa Lo Gatto ha emesso i provvedimenti su richiesta del Pm Daniela Meliotta, coordinatrice delle indagini, da cui emerge che gli arrestati “gestivano un’avviata attività di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione con modalità imprenditoriali e con notevole efficienza operativa”.
La Finanza riferisce che le prostitute erano contattate da Elsa Pircher e Giuseppe Giani, che le “nominavano” affidatarie degli appartamenti in cui si svolgevano gli incontri sessuali a pagamento. Si suppone che il prezzo delle performance includesse la percentuale per i due arrestati.

Coinvolte altre 5 persone; due facenti parte della società amministratrice del residence e 3  proprietari dei monolocali perquisiti. I cinque sono indagati per favoreggiamento della prostituzione.
Le indagini hanno inizio un mese e mezzo fa; tempo in cui le fiamme gialle lariane hanno monitorato circa 400 clienti e più di 30 prostitute.
Gli incontri clandestini si svolgevano per la maggior parte di pomeriggio, orario di uscita lavorativa.
Il via vai di persone era stato più volte segnalato dal vicinato e pare che il luogo era anche pubblicizzato in siti Web. Nello stabile è stato rinvenuto e sequestrato materiale cartaceo e informatico, utile per l’individuazione e la quantificazione dei proventi illeciti provenienti dal giro di prostituzione.

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