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Finito il Cdm il premier vede Bossi. La solita propaganda per risollevare le sorti. Il senatur attacca Pisapia: “E’ matto”

ROMA – E’ durato una manciata di minuti il Consiglio dei ministri presieduto da Silvio Berlusconi, reduce dalla pesante sconfitta alle amministrative, a partire dalla possibile perdita della città di Milano, e dal risultato in Aula di ieri in cui il Governo è stato battuto per ben cinque volte sul tema delle carceri.

Anche il leader della Lega Umberto Bossi non è mancato all’appuntamento, nonostante sia arrivato con abbondante ritardo, ovvero a Consiglio già iniziato. Diciotto minuti per discutere delle tensioni che si sono generate all’interno della maggioranza dopo il pessimo risultato del primo turno  e forse delle strategie da intraprendere per salvare quel che resta. Tuttavia, il Cavaliere non demorde e continua con le sue rassicurazioni  per smentire allarmanti ipotesi che preannunciano l’inevitabile rottura tra Lega e Pdl. D’altra parte non è una novità e Bossi lo aveva ribadito più volte durante la campagna elettorale: “Se perdiamo Milano al primo turno ce ne andiamo dal governo”. Insomma salterà l’ambaradan della maggioranza? Può darsi, almeno questa è l’ipotesi più accreditata. Ma si sa, tra il dire e il fare c’è di mezzo Bossi, l’abile oratore – specie quando si tratta di fare qualche sparata – che spesso finisce con l’ammorbidire le situazioni per mantenere inalterate le sue convenienze politiche. Il senatur, infatti, prima aveva puntato il dito contro Letizia Moratti, rea di aver portato avanti una campagna elettorale del tutto inefficace e poi ha successivamente assicurato che  i rapporti tra Pdl e Carroccio continuano. Eppure ieri aveva pronunciato questa frase che lasciava intendere tutt’altro: “Non ci faremo trascinare a fondo dal Pdl”.

Berlusconi dal canto suo non ha dubbi e stando alla testimonianza dei presenti al Cdm avrebbe addirittura annunciato che la tenuta della maggioranza è così solida, ma così solida che presto si allargherà. E poi – sempre secondo il premier – non ci sarebbe nessuna alternativa a questo governo.

Sarà mica l’inizio di una nuova campagna acquisti? Staremo a vedere. Intanto – secondo fonti di Palazzo – si è svolto l’attesissimo incontro tra il ministro per le Riforme e il Presidente del Consiglio, i quali si sono parlati in un faccia  a faccia a Palazzo Chigi per decidere sul da farsi e probabilmente sul traballante sodalizio politico. I due però non sarebbero  stati soli, bensì anche Giulio Tremonti e Roberto Calderoli avrebbero partecipato al meeting.  L’incontro è durato pochissimo. Una ventina di minuti e Bossi all’uscita ha rassicurato i cronisti: “è andato tutto bene”. E poi: “Non lasceremo Milano a Pisapia,  che vuole zingaropoli.” E ancora: “La Lega si impegnerà non la lasciamo ad un matto che vuole riempirla di moschee e zingari”.

Ma c’è chi dice che la maggioranza ha le settimane contate e anche l’attuale giunta milanese. D’altra parte i numeri parlano da soli, quando la matematica non è un opinione.

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