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Ballottaggio. Sconfitta la destra. Un chiaro messaggio al Pd: è tempo di sinistra

ROMA – Lasciamo svanire dolcemente l’onda di questo ricordo memorabile che molti elettori di sinistra stanno ancora assaporando dopo la conquista di città strategiche come Milano,  Napoli, Trieste e Cagliari. Tuttavia una piccola riflessione non guasta, nell’attesa che i  neo sindaci di centro sinistra siano in grado di garantire nelle modalità e nelle formule più efficaci il buon funzionamento degli enti locali, se non altro per mantenere quanto è stato promesso nei vari territori e per distinguersi da quelli che li hanno preceduti e che non sono stati riconfermati per i loro errori.

Ed è proprio questo un punto fondamentale. Perché la differenza con le passate amministrative è che oggi a cantare vittoria  ci sono  gli schieramenti come idealmente li riconosciamo, ma anche i tanti cittadini che hanno fatto del buon senso la loro arma principale per esprimere le loro scelte e la  loro voglia di cambiamento. Ma c’è dell’altro che va ricordato, perché il risultato, in qualche caso inaspettato, di questo ballottaggio importante che influirà sugli equilibri della politica nazionale porta una con sé un messaggio chiaro e inequivocabile per tutti: ovvero il bisogno di una sinistra che in questi anni ha cessato di influire sulle scelte importanti. Quella che lo stesso Pd a volte ha rinnegato e non è stato capace esprimere su diversi argomenti, spesso alimentando la confusione tra i suoi elettori.

 

Insomma sarà la volta che il Pd abbia finalmente capito da che parte bisogna stare se si vuole chiudere il capitolo Berlusconi? Insomma voler fare il liberista, o magari fare l’amicone degli operai per poi dare le pacche sulle spalle all’imprenditore di turno rinnegando le proprie origini non è una tattica che paga, perché questo voto, al di là delle proprie simpatie, rafforza l’idea di ribellione e di giustizia contro uno stato di cose che non è più tollerato, che deve essere assolutamente spazzato via. Basta osservare attentamente i dati di Napoli, che hanno superato  la più rosea aspettativa, per capire di che portata sia la richiesta di questo cambiamento. Come la vittoria schiacciante di un Luigi De Magistris, che  rappresenta per molti  la possibilità di garantire quella giustizia sociale che i napoletani aspettano da troppi anni. O quella di Giuseppe Pisapia, candidato della sinistra più radicale che lo stesso Pd non vedeva di buon occhio quando vinse le primarie contro il loro candidato e che possiamo tranquillamente collocare agli antipodi rispetto alle politiche della cricca del cemento milanese.

 

Insomma va bene festeggiare, come ha annunciato il Pd, che stasera si è dato appuntamento anche a Roma a piazza del Pantheon, per celebrare solennemente questa vittoria che segna di fatto il tramonto di Berlusconi e probabilmente di un berlusconismo che come una sanguisuga ha succhiato la linfa vitale di un paese ormai ridotto allo stremo delle forze.
Non sarebbe piacevole rivedere ancora il protagonista del film “Aprile” rivolgersi ai suoi politici dicendo “Dite qualcosa di sinistra”. Anche perché questa volta il Moretti di turno potrebbe essere un po’ più incazzato, tant’è che la  scelta di oggi parla da sola.  Insomma per il Pd  potrebbe essere la buona occasione per mettere a tacere quel vociferare troppo contraddittorio da cui si era allontanato il suo stesso popolo.

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