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Tempo di vacanze? “Bambini alla larga”

ROMA – Fra qualche giorno inizierà sui media la campagna per sensibilizzare la popolazione sul problema dell’abbandono dei cani, che ogni estate vengono lasciati, dai loro padroni che partono per le vacanze, sulle autostrade o nelle periferie delle città a morire d’inedia o travolti da qualche auto.

Pare che la stessa attenzione non venga riservata ai bambini, almeno da quanto ha pubblicato ieri La Repubblica con un articolo molto eloquente: “Bambini alla larga se sotto l’ombrellone la vacanza è “no kids” e con un sottotitolo altrettanto eloquente: “Boom di turisti che scelgono spiagge e hotel solo per adulti”.
L’articolo, firmato da Vera Schiavazzi, sembra confezionato appositamente per indirizzare, chi vuole tenere i ‘bambini alla larga’, verso specifici hotel, villaggi vacanze, operatori economici e quant’altro, che hanno preparato loro questa ‘bella’ vacanza ‘Adults only’. Scrive la giornalista, senza un cenno di critica, – e come potrebbe criticare ciò che pubblicizza – che questo modo di concepire le vacanze, chiamato con un eufemismo ‘child free’, sta avendo molto successo, soprattutto in Italia.

Non soddisfatta, la Schiavazzi, apre, in questo paginone, dedicato alla soppressione della vicinanza dei minori,  ‘Il galateo delle vacanze’  dove  vengono elencate ‘Cinque cose da sapere per chi non vuole bambini accanto’ . Insomma un vero e proprio desolante vademecum per la soppressione di affetti, coccole, attenzione costante e attiva, dove i bambini vengono, non palesemente, ma surrettiziamente, descritti come degli appestati o dei mostri distruttori della quiete pubblica.
La giornalista non scrive chiaramente dell’avversione degli adulti per i bambini, ma il quadro che ne viene fuori è veramente allucinate: sulla pagina campeggia una foto, di un uomo e una donna che si godono il sole su una spiaggia tropicale senza un bambino attorno a turbare la loro ‘felicità’; e sul cielo azzurro tropico risaltano nomi di club ‘no kids’, di resort ‘Adult only’, e di alberghi ‘child free’.

Naturalmente non c’è nessun accenno a dove questi bambini verranno ‘parcheggiati’ e men che meno sulla sofferenza psichica che questi bimbi dovranno subire per questi veri e propri abbandoni, programmati magari mesi prima e quindi senza assolutamente tener conto tener conto delle dinamiche di rapporto interumano tra genitori e figli, che mutano ad ogni istante.

Sarà perché siamo ancora sconvolti dagli accadimenti di questi giorni, dove due bambini sono morti, per essere stati abbandonati dai genitori, sarà perché, a quanto appare dalle ultime notizie, questa tendenza sta dilagando, ma non possiamo restare indifferenti sia a questi genitori che abbandonano i figli d’estate come se fossero cani, sia all’insofferenza degli altri verso i bambini, premiata da molti operatori turistici pubblicizzati in questo articolo …, lasciamo a voi gli epiteti.
Inoltre ci chiediamo i perché di questa assoluta assenza di empatia e di rapporto profondo con i bambini. Eppure i genitori, che amano veramente i propri figli, arrivano ad angosciarsi, a volte giustamente, quando non possono per ragioni di lavoro stare ogni istante accanto ai loro figli, non addosso, accanto. Accanto ai loro figli, con la loro presenza fisica e soprattutto psichica. Questi genitori non aspettano altro che le vacanze per riallacciare rapporti che si sono un po’ sfilacciati per le temperie della vita convulsa di tutti i giorni. E invece altri annullano anche questa possibilità … che dire di loro?

Vorremmo anche chiedere a questa giornalista se si rende conto che, pubblicando un articolo del genere, legittima e asseconda culturalmente l’assenza psichica dei genitori verso i figli, assenza psichica che verrà drammaticamente confermata dalla loro sparizione per il periodo delle vacanze, anche se è solo per una settimana, o per due giorni . Vorremmo sapere se questa giornalista si rende conto che così facendo rende congruo e culturalmente accettabile come ‘normalità’ l’abbandono dei minori, che vengono abbandonati, come cani, sotto il sole d’estate.
E vorremmo sapere anche cosa questi genitori mettono in valigia quando partono per queste loro ‘vacanze felici’ … forse la ‘pulsione di annullamento?

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