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ROMA – Può la politica dettare la strategia imprenditoriale di una televisione? A Viale Mazzini sembra proprio di sì, tant’è che nessuno ha battuto ciglio dopo l’annuncio dell’abbandono di Santoro dalla tivù pubblica. Ennesima dimostrazione che le scelte editoriali non sono dettate dalla volontà di lanciare trasmissioni che con pochi costi possano determinare uno share elevatissimo capace di produrre entrate pubblicitarie da capogiro, visto la crisi economica,  bensì quella di favorire una certa politica distruggendo tutto ciò che rappresenta quella opposta.

Insomma certe decisioni sono veramente difficili da comprendere specie se diventano improduttive per le casse pubbliche, ovvero per le tasche dei cittadini. E così finisce anche l’era di Annozero, la cui ultima puntata andrà in onda  giovedì prossimo con i convenevoli saluti, come annunciato da Michele Santoro pronto a lasciare mamma Rai con una buonauscita di 2,3 milioni di euro. Tuttavia conti alla mano siamo sicuri che i vertici della Rai abbiano fatto così bene a regalare Santoro e la sua trasmissione a un’altra emittente, tradendo di fatto tutti quei telespettatori che il canone lo pagano davvero?

Conti alla mano sembra proprio di no, visto che Annozero rimane la trasmissione più vista in Italia con i suoi dibattiti e la sua informazione originale. Share che hanno raggiunto picchi al 24% con punte di ascolto pari a   7 milioni di telespettatori. Un vero record se si pensa che Santoro con 16 puntate delle 30 programmate ha battuto di gran lunga qualsiasi rivale televisivo. Ma andiamo a vedere conti alla mano che cosa ci rimette mamma Rai. A Roma direbbero “un botto”, perchè una delle 30 puntate in programmazione  di Annozero costa poco più di 200mila euro, per un costo complessivo dell’intera stagione che si aggira sui 6milioni di euro. E ora vediamo i ricavi per la televisione di Stato: ogni puntata fa incassare alla Sipra, la concessionaria che cura la pubblicità per la Rai, circa 65mila euro per uno spot di 30 secondi. Calcolando che gli spazi sono una ventina l’introito complessivo dale a 1 milione e mezzo di euro, che moltiplicato per l’intera stagione raggiunge una cifra da capogiro, ovvero circa 45milioni di euro.

Insomma dopo un tira e molla  che dura da anni la Rai è riuscita a perdere  così tanti soldi in pochissimo tempo, grazie ad una classe dirigente che non riesce a vedere oltre alla punta del proprio naso, almeno finchè soffierà il vento minaccioso della politica.

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