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Medici e psicologi possono partecipare ad un questionario on line per contribuire alla ricerca

ROMA – Dei bambini intersessuali – di difficile assegnazione sessuale alla nascita o con sindromi genetiche rare come la sindrome di Turner, di Klinefelter o di Morris – e con problematiche legate all’identità di genere oggi non si parla spesso e gli interrogativi aperti sono molti anche in seno alla comunità medica:  quali terapie e trattamenti vengono sottoposti? Qual è il loro futuro dal punto di vista medico, psicologico e sociale? Per contribuire a dare una risposta a questo interrogativi è appena partito il progetto PROGETTO AGIO (Atypical Gender Identity Organization), finanziato dalla Regione Autonoma della Sardegna e co-finanziato attraverso il Fondo Sociale Europeo. Coordinatore del progetto è la dottoressa Barbara Cacciarru ricercatrice di psicologia dinamica, clinica e dello sviluppo dell’Università degli studi di Cagliari.

Il primo passo sarà la compilazione da parte di medici e psicologici del ‘Questionario Agio’, uno strumento conoscitivo messo a punto per indagare le culture medico-specialistiche dei professionisti della salute coinvolti a vario titolo nella diagnosi e nel trattamento della cosiddetta Organizzazione Atipica Dell’Identità di Genere (AGIO) nell’Infanzia e nell’Adolescenza, più spesso definita, in ambito psichiatrico, Disturbo dell’Identità di Genere (DIG), una condizione che può essere legata a specifiche malattie rare presentando situazioni che pongono numerosi interrogativi etici e di trattamento.
Attraverso la compilazione del Questionario AGIO sarà possibile contribuire alla definizione di buone prassi di ricerca, formazione, valutazione e intervento, nonché collaborare alla raccolta di indici casistici ed epidemiologici pressoché assenti o controversi.     
Queste nuove conoscenze si potranno tradurre in futuro in azioni concrete di prevenzione per migliorare la salute dei bambini e degli adolescenti con AGIO e delle loro famiglie. I dati raccolti saranno analizzati statisticamente in forma anonima ed aggregata ed utilizzati per produrre documenti scientifici da cui non sarà possibile in alcun modo risalire all’identità dei partecipanti.
I medici e gli psicologi che parteciperanno al questionario potranno, alla fine di questo, scegliere anche di compilarlo in modo non anonimo. Questa opzione, assolutamente facoltativa, permetterà agli organizzatori di invitare il compilante a partecipare, in un secondo momento, anche alla fase clinica della ricerca e di tenerlo aggiornato sui risultati dello studio.

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